Sport al “Salus”. Il campione di basket: “Regala la possibilità di sognare”. La medaglia di scherma: “E’ vita”

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“E’ la sua capacità di regalarci la possibilità di sognare. Questo rende lo sport importante, sopra ogni altra cosa”. A queste parole, pronunciate in un’ aula gremita, per la maggior parte da studenti e professori, che il campione di basket, Pier Luigi Marzorati, ha affidato la sua dichiarazione d’amore nei confronti dello sport, durante il convegno su Sport e salute, svoltosi nella mattinata di oggi, 10 novembre 2016, nella sala Giovanni Paolo II del CEFPAS, all’interno della seconda edizione del Salus Festival.

Marzorati è stato introdotto dal moderatore, Antonio Bonura, medico dello sport dell’ASP 2 di Caltanissetta, che ha detto di lui: “E’stato un’icona del basket. Ha fatto della figura del playmaker qualcosa di talmente grande che tutti avremmo voluto essere play maker”.

Parlando dell’importanza del legame tra sport e alimentazione, Marzorati ha ribadito che l’alimentazione dello sportivo non può inseguire le mode del momento, come è avvenuto nel recente passato, dato che ogni sportivo è un universo a parte e deve essere tagliata sulla sua persona, tenuto conto delle sue caratteristiche psico-fisiche e dello sport praticato.

Marco Antonio De Marchi, ex calciatore di serie A, oggi procuratore sportivo, ha raccontato come un grave infortunio lo abbia ad un certo punto della sua carriera fatto piombare in un profondo strato di prostrazione, per poi insegnargli a non arrendersi e a reagire, permettendogli , di guarire dall’infortunio, attraverso gli interventi del prof. Pizzetti e di ritornare a gareggiare ad alti livelli, anche grazie alla sua passione e determinazione.

Dello stesso tenore, anche l’intervento del campione mondiale e olimpionico di scherma Paolo Pizzo, il quale ha emozionato la platea con il suo video, e il suo racconto sul tumore che lo ha colpito all’età di quattordici anni, interrompendo, quasi, una carriera sul nascere, ma permettendogli poi di guarire, di ripartire e di lottare per raggiungere gli alti traguardi che sono sotto gli occhi di tutti. “Lo sport per me è vita”, ha infatti concluso il pluridecorato campione, aggiungendo: “ Io non sarei quello che sono se non fosse stato per lo sport e per questa terra”.

Vittorio Virzì, medico dello sport, ha sottolineato che lo sport e l’attività motoria vanno praticate da tutti e a tutte le età, precisando però, che l’intervento del medico dello sport non deve limitarsi alla stesura di un certificato medico, che comunque va rilasciato solo dopo un’accurata visita medica.

Fuori dal coro l’intervento di Maurizio Randazzo: “Io non credo al binomio sport-salute. Sono convinto che lo sport non aiuti a superare le avversità. Superare le avversità è una cosa della vita. Ci sono cose più serie di sconfiggere un avversario o superare un infortunio. Io mi sono sempre divertito a fare sport. Non mi è mai costato sacrificio. Tranne che, quando ho deciso di gareggiare all’età di 36 anni. Lì ho dovuto seguire un determinato regime alimentare e sopportare dei sacrifici. In ogni caso per me lo sport a livello agonistico molto alto, fa male, perché procura inevitabilmente infortuni. E così anche quello non agonistico se non praticato con le dovute accortezze e nei luoghi giusti”, ha detto la medaglia d’oro di scherma alle olimpiadi del ’96 e del 2000.

Comunque il filo conduttore di tutto il convegno è stato quello dell’importanza per tutti dell’attività sportiva e della trasmissione dei valori dello sport. Il direttore del CEFPAS, Angelo Lomaglio, ha ricordato che “lo sport rappresenta un momento costante di crescita nella vita degli individui e delle comunità e che insegna che i risultati non si raggiungono mai da soli ma sono il frutto di un’azione collettiva”.

 

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