“Specialisti prescrivano ciclo terapeutico. Stop a spola con medici di base”. Parla il direttore sanitario, Lupo

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I medici specialisti che ricevono i pazienti, devo anche farsi carico di prescrivere, qualora lo ritengano necessario, le terapie scelte e quindi i farmaci. Altresì devono essere loro stessi a prescrivere eventuali approfondimenti diagnostici.

E’ quanto puntualizza il direttore sanitario dell’Asp 2 di Caltanissetta Lorenzo Lupo che informa così la cittadinanza di una regola in vigore da un po’ di tempo che in pochi conoscono e altrettanto pochi applicano.

Non si deve più fare la spola, dopo un esame specialistico in ambulatorio o in ospedale, tornando dal proprio medico di famiglia per la prescrizione di medicine o altri esami. Dev’essere lo stesso specialista a effettuare le prescrizioni del caso. Non è più valida, dunque, in questi casi la risposta che spesso ci si sente dire: “signore non sono io abilitato a fare la ricetta, vada dal suo medico”.

“E’ ancora poco conosciuto agli utenti – spiega il direttore sanitario Asp, Lupo – che non soltanto quando si ricoverano hanno diritto al primo ciclo terapeutico, ma anche quando si va a fare una visita specialistica ambulatoriale in ospedale o nel poliambulatorio, allo specialista, e solo a lui, tocca la prescrizione farmaceutica ed evitare di far tornare dal medico curante per operare una prescrizione che deve essere direttamente prescritta dallo specialista che effettua la visita. E’ giusto che l’utenza debba pretendere da qualunque medico specialista, che venga fornito il primo ciclo terapeutico”.

Non solo, “anche in caso di approfondimento diagnostico, che lo specialista dovesse ritenere opportuno, come un’ecografia o una radiografia, è lui stesso che deve prescriverla sul ricettario rosso standardizzato, quello che pone le prestazioni a carico del sistema sanitario nazionale”, spiega il manager sanitario, aggiungendo che l’Asp2 sta organizzando giornate formative estese a tutti i medici curanti, specialisti, ospedalieri in modo da uniformare una procedura per gli utenti.

Dottore Lupo, questa procedura trova limiti, e se si quali?

“I limiti sono questi: non sempre il sistema sanitario può permettersi di concedere tutto a tutti. Ci sono limiti alle prescrizioni che gli utenti devono accettare perchè non è la singola responsabilità del medico a determinarli, ma norme stringenti che classificano certi farmaci in fascia C, a carico del paziente, oppure farmaci che in certe condizioni il SSN può concedere e in altre no. L’utente è bene che si abitui a ricevere un ‘no’ come risposta dal medico, perchè per una determinata tipologia farmaceutica o indicazione terapeutica, è un onere che non può essere messo a carico del sistema sanitario nazionale e questo è bene che ciascuno lo sappia”.

 

 

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