Spari su auto assessore, solidarietà del Centro Pio La Torre. La Rosa: “garantire certezza della pena”

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Il sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa, ha passato la mattinata nella sua stanza del Palazzo municipale, insieme agli assessori. L’assessore all’ambiente, che si occupa del servizio rifiuti e dei servizi cimiteriali, ha ricevuto martedì sera più di un intimidazione.

Non si può considerare una semplice intimidazione l’attentato di martedì sera. Ignoti hanno sparato ben dieci colpi di pistola contro la sua auto in sosta, davanti casa. Un’abitazione a piano terra dove c’erano i suoi figli piccoli, la moglie e la suocera. Un proiettile pare sia penetrato anche dentro casa, infrangendo una finestra. Non siamo più ai già gravissimi livelli di avvelenamenti di cani (due avvenuti ai danni del sindaco) o di bombe molotov davanti la porta di casa di un assessore.

Dopo le prime dichiarazioni a caldo il sindaco La Rosa corregge il tiro, ma conferma di essere pronto a dimettersi. L’assessore Giuseppe Giugno è intenzionato a dimettersi ma altri potrebbero seguirlo e se ciò accadrà La Rosa dice “non li lascerò soli”. Sull’invito allo Stato a svegliarsi, invece, corregge il tiro. La Rosa dice “lo Stato a Niscemi c’è ed è rappresentato dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine, bisogna svegliarsi sul piano delle leggi, per garantire la certezza della pena”.

Il presidente del Centro Pio la Torre, Vito Lo Monaco, in una lettera al sindaco di Niscemi  Francesco La Rosa, lo invita a non dimettersi dopo le intimidazioni subite dal primo cittadino. “Di fronte alle gravi minacce non ci si dimette. Mai! Devono dimettersi gli autori delle intimidazioni, mafiosi o no. In Sicilia – spiega Lo Monaco – nel 2014 sono stati minacciati, in vario modo, 70 amministratori comunali (su 369 casi in Italia), impegnati nella buona amministrazione. Nessuno sinora si è dimesso e nessuno Le chiederà di essere eroe, ma buon amministratore”. “Lei – conclude – informi la sua comunità e la chiami alla mobilitazione antimafia e anti intimidazioni, le offra chiarezza e trasparenza e informazioni sulla presunzione degli interessi lesi che potrebbero aver generato le minacce. Lo faccia e chiami tutto il movimento antimafia siciliano, prima di tutto quello di Niscemi e del comprensorio, non solo ad esprimere solidarietà, ma a fornirle assistenza”.

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