Spaccio di cocaina e furti. Sei arresti dei Carabinieri a San Cataldo. Cittadini collaborano. Foto e dettagli

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Carabinieri tenenza San Cataldo

Alle prime luci dell’alba di oggi 18.03.2013, a San Cataldo (CL), i Carabinieri della Compagnia di Caltanissetta hanno eseguito un’ordinanza restrittiva della libertà personale, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico delle sottonotate persone, resesi responsabili, a vario titolo, della commissione dei delitti di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, spaccio di medicinali stupefacenti del tipo metadone e furto in abitazione aggravato:

  1. 1.      MULONE Pietro, classe 1975, già sottoposto in passato alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di pubblica sicurezza, gravato da precedenti penali per violazioni delle norme sugli stupefacenti (custodia cautelare in carcere per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti);Pietro Mulone

 

  1. 2.      BLANDINA Cataldo, classe 1973, già sottoposto in passato alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di pubblica sicurezza, gravato da precedenti penali per violazioni delle norme sugli stupefacenti (custodia cautelare in carcere per cessione di sostanze stupefacenti);

 

  1. 3.      AMICO Maicol, classe 1992, gravato da precedenti penali per violazioni delle norme sugli stupefacenti (custodia cautelare agli arresti domiciliari per furto in abitazione)

 

  1. 4.      MIGLIORINI Arturo, classe 1992 (custodia cautelare agli arresti domiciliari per furto in abitazione);

 

  1. 5.      BELLANCA Filippo, classe 1990 (custodia cautelare agli arresti domiciliari per furto in abitazione);

 

  1. 6.      GIUMENTO Angelo, classe 1980, già sottoposto in passato alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, gravato da precedenti penali per la commissione di delitti contro la persona ed il patrimonio e per violazioni delle norme sugli stupefacenti (custodia cautelare in carcere per cessione di sostanze stupefacenti);

Cataldo BlandinaLe investigazioni, iniziate nel mese di marzo 2012 e terminate nel novembre 2012, prendono spunto da un’attività info-investigativa effettuata dalla Tenenza Carabinieri di San Cataldo, all’esito della quale veniva formulata l’ipotesi secondo cui un noto pregiudicato della zona, MULONE Pietro, fosse coinvolto nel circuito dello spaccio di sostanze stupefacenti, operando nel territorio con modalità tali da escluderlo da ogni forma di controllo e dunque di censura, posto che egli risultava realizzare la vendita di sostanze stupefacenti prevalentemente del tipo “cocaina”, utilizzando un’abitazione disabitata ubicata lungo la via Giannone di San Cataldo, luogo presso cui egli era verosimilmente dedito alla commissione del delitto, incontrando gli assuntori che facevano richiesta della droga necessaria al loro consumo.

Ed invero, grazie alla collaborazione dei cittadini, veniva confermata la circostanza che, specialmente nelle ore serali, il MULONE ed altri soggetti non residenti in quella zona, accedevano all’interno di un’abitazione disabitata collocata nei pressi del civico 13, con modalità tali da indurre a ritenere altamente probabile la commissione del delitto di spaccio di sostanze stupefacenti, atteso che costoro, entrando presso l’abitazione in momenti diversi, inducevano a ritenere che lo spacciatore lasciasse la droga all’interno dell’abitazione e che l’acquirente la ritirasse immediatamente dopo.

Tale modus operandi risultava di evidente spessore indiziario, tanto più che il MULONE (già coinvolto in passato in attività investigative esperite dalla Tenenza di San Cataldo anche con l’ausilio di strumentazioni tecniche – Op. “PIAZZA PULITA” del 2009), era perfettamente a conoscenza della possibilità di essere sotto la lente dei Carabinieri, laddove avesse consumato il delitto di spaccio di droga con condotte “classiche”, che ben avrebbero potuto attirare l’attenzione investigativa dell’Arma dei Carabinieri.BELLANCA

E d’altronde, senza la collaborazione attiva della cittadinanza, difficilmente i Carabinieri avrebbero potuto individuare l’abitazione in argomento, posto che la via Giannone è strategicamente idonea alla commissione di attività illecita in quanto non offre, per sua conformazione geografica, alcuna possibilità di controllo, potendo essere percorsa esclusivamente a piedi (per cui è improbabile che pattuglie dei Carabinieri la impegnino se non per motivi specifici); la detta via inoltre si trova proprio alle spalle di un bar frequentato dal MULONE, verosimile punto di contatti con i possibili acquirenti, ed offre ampi margini di sicurezza al recupero della droga da parte degli acquirenti che, così evita lo scambio diretto col pusher.

Tali elementi indiziari consentivano ai militari dell’Arma di richiedere alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta apposito decreto di autorizzazione ad operazioni di video sorveglianza a distanza lungo la citata via Giannone di San Cataldo.

La progressione investigativa, realizzata per mezzo degli strumenti tecnici installati, consentiva di acclarare due circostanze di rilevante spessore indiziario: la prima, che il MULONE utilizzava effettivamente un’abitazione disabitata collocata lungo la via Giannone di San Cataldo, verosimilmente adibita a luogo di confezionamento e cessione della droga e la seconda, che lo stesso MULONE utilizzava come punto di riferimento per l’ipotizzata attività di spaccio, i locali di un noto bar nei paraggi.

GIUMENTOIn virtù di tali considerazioni, la Tenenza richiedeva alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta l’autorizzazione all’implementazione dei servizi di video sorveglianza del perimetro del bar, ed ancora, richiedeva autorizzazione all’installazione di sistemi di video ripresa all’interno dell’abitazione disabitata utilizzata dal MULONE per la sua attività.

Le attività tecniche così eseguite, dispiegate con una complessa articolazione operativa in virtù delle difficili condizioni geografiche, hanno consentito di acclarare l’effettiva responsabilità di MULONE Pietro nella sistematica commissione di delitti afferenti le sostanze stupefacenti e di assegnare ai rimanenti soggetti coinvolti successivamente nelle attività investigative, le responsabilità nei delitti specificati in rubrica.

Gli elementi probatori ed indiziari acquisiti nell’arco temporale deputato all’esecuzione delle attività di osservazione, nonché i riscontri operati sul territorio, non lasciano alcun margine di dubbio circa la partecipazione dei soggetti individuati nella commissione di fatti-reato e le loro precise responsabilità in ordine ai delitti ascrittigli.

Nello specifico, MULONE Pietro risulta essere elemento di spicco nel mercato clandestino dello spaccio delle sostanze stupefacenti del tipo cocaina, al pari di GIUMENTO Angelo e BLANDINA Cataldo, i quali ritenevano, proponendo lo spaccio delle sostanze lungo la via Giannone, di essere esenti da censure investigative.

AMICO MaicolLe attività tecniche esperite durante la fase investigativa, hanno anche consentito di accertare specifiche responsabilità a carico di AMICO Maicol, soggetto già coinvolto nell’operazione dei Carabinieri denominata “ELITE” (maggio 2012) nonché di MIGLIORINI Arturo e BELLANCA Filippo, ripresi dai sistemi di osservazione, mentre compivano un furto ai danni di un’abitazione privata.

L’indagine si è conclusa dopo un anno di attività tecniche, pedinamenti ed intercettazioni telefoniche ed ambientali, dispiegandosi attraverso una continua, cospicua e proficua sinergia tra i Carabinieri e la cittadinanza, che, con sempre maggior fiducia verso l’Istituzione, ha consentito agli uomini impegnati nell’attività d’indagine, di indirizzare le emergenze investigative, in un’ottica di collaborazione che da sempre l’Arma dei Carabinieri incentiva per la tutela della legalità.

Le sostanze stupefacenti spacciate sono cocaina e metadone. Gli acquirenti, per lo piùmigliorini ventenni (operai, disoccupati o studenti delle scuole superiori), tra cui molti abituali e qualche insospettabile, a volte consumavano nel locale di via Giannone le sostanze psicotrope. Circa 20 gli episodi di spaccio documentati. L’indagine prende il nome dal fatto che le attività di spaccio avvenivano senza soluzione di continuità. Il prezzo medio di un grammo di cocaina era di 30 auro.

Contemporaneamente all’esecuzione degli arresti i Carabinieri sottoponevano a perquisizione anche S.C., classe 1980 e G.E., classe 1991, deferiti in stato di libertà per il reato di danneggiamento, poiché, il 04/08/2012, allo scopo di danneggiare la scatola dell’ENEL, che sino a qualche giorno prima conteneva la telecamera per la videoripresa ed il monitoraggio a distanza nell’ambito delle indagini, appiccavano il fuoco alla scatola summenzionata, provocando il pericolo di un incendio.

MULONE, BLANDINA e GIUMENTO sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Caltanissetta, mentre AMICO, MIGLIORINI e BELLANCA sono stati condotti presso le proprie abitazioni, dove permarranno agli arresti domiciliari.

Durante l’operazione sono stati impiegati 30 uomini e 12 autoradio della Compagnia CC di Caltanissetta, 2 unità cinofile del Nucleo Cinofili CC di Palermo (PA) ed un elicottero del 9° Elinucleo CC di Palermo.

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