Sostegno al reddito da 80 a 400 euro al mese con l’inclusione attiva. Dal 5 settembre le domande per la social card

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Parte a settembre in Sicilia il progetto SIA, sostegno all’inclusione attiva nell’ambito del piano nazionale per la lotta alla povertà che tra le altre cose porterà ad un sostegno al reddito di famiglie in difficoltà con la distribuzione di social card per acquisti di beni di prima necessità. A Caltanissetta la misura non è incompatibile e si aggiungerà alla social card già attivata dal Comune di Caltanissetta insieme ai comuni del distretto socio sanitario D-8.

L'assessore Gianluca Miccichè
L’assessore Gianluca Miccichè

Un progetto varato dall’assessorato alla Famiglia della Regione Siciliana e gestito dai Comuni in collaborazione con i centri per l’impiego, i distretti socio sanitari sul territorio e l’Inps. Il SIA infatti non prevede un mero aiuto economico alle famiglie in difficoltà, con reddito Isee sotto i 3 mila euro e almeno un figlio minore a carico, ma anche azioni coordinate per la re-immissione nel mercato del lavoro e l’erogazione di servizi personalizzati attraverso i cosiddetti voucher. Il progetto è finanziato per 112 milioni di euro a cui la Regione ha affiancato fondi per un plafond complessivo di 280 milioni di euro del PON “Inclusione sociale”.

A Caltanissetta e nei comuni del Distretto socio sanitario, le famiglie potranno fare richiesta a partire dal 5 settembre al Comune di residenza, che poi girerà all’Inps le domande per la verifica dei requisiti. Il bando per il distretto socio sanitario D-8 dovrebbe essere pubblicato il 26 agosto prossimo.

Nel bimestre successivo saranno erogate la carte di credito, con cui i beneficiari potranno acquistare beni di prima necessità, ma allo stesso tempo spendere i buoni per servizi nell’ambito di un progetto personalizzato che verrà predisposto per l’inserimento nel mondo del lavoro e nella società.

La carta potrà valere da un minimo di 80 a un massimo di 400 euro al mese, un calcolo che verrà effettuato sulla base del carico familiare e delle diverse situazioni economiche in cui versano le famiglie.

“Il sostegno al reddito da solo non è sufficiente”, spiega l’assessore regionale al lavoro ed alle politiche sociali, Gianluca Miccichè. “Per uscire dalla povertà occorre un percorso personalizzato che agisca sui bisogni dell’intera famiglia e l’accompagnamento verso l’autonomia e la piena inclusione nella società”.

L'assessore Carlo Campione
L’assessore Carlo Campione

L’amministrazione comunale stringerà un patto con i beneficiari che si impegnano a seguire i percorsi formativi e di inserimento al lavoro e ad accettare le proposte di lavoro che verranno offerte dal centro dell’impiego, far frequentare la scuola ai figli. Il Comune insieme al distretto socio sanitario, alle scuole, al centro per l’impiego, costituirà una rete di servizio, orientamento e monitoraggio per interventi personalizzati e l’attivazione di prestazioni sociali.

“Il comitato dei sindaci del Distretto socio sanitario– spiega l’assessore alla solidarietà sociale del Comune di Caltanissetta, Carlo Campione – si è riunito con il dirigente Giuseppe Intilla, ed ha proposto di emanare il bando il 26 di agosto. Da un punto di vista normativo è una novità perchè non si fa assistenza pura, ma si chiederà al beneficiario un contributo attivo. Verranno messi in sinergia Inps, servizi sociali e Agenzia per il lavoro. Si chiederà un ritorno di prestazioni per il bene comune, ovvero l’Agenzia del lavoro troverà soluzioni per impiegare queste persone affinché il bene comune sia a garanzia di un’attività che riguarda tutti”.

A che punto sono le procedure? “Abbiamo già avuto un incontro con l’Inps che è disponibilissimo a lavorare con gli uffici del Distretto, essendo il progetto distrettuale con il Comune di Caltanissetta capofila. Ci stiamo attivando nei termini di legge, anzi siamo tra i primi ad aver svolto questa attività nei servizi sociali in Sicilia e questo merito va agli uffici”, spiega Campione.

C’è una suddivisione dei fondi disponibili ai vari distretti, un budget predefinito?

“Purtroppo no siamo in una fase sperimentale. Lo abbiamo detto confrontandoci con l’Inps, ma comunque ci stiamo attivando nei termini di legge”, conclude l’assessore alla Solidarietà Sociale del capoluogo.

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