Soprusi e aggressioni per due anni, poi l’omicidio. Udienza preliminare per caporali e presunti assassini di Adnan Siddique

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Spedizioni punitive, lesioni e minacce reiterate, sequestri di persona, intermediazione illecita di manodopera da sfruttare nei campi e un omicidio perpetrato con 26 coltellate inferte al corpo di Adnan Siddique nella notte tra il 2 e il 3 giugno 2020. Tutto questo a Caltanissetta tra il 2019 e il 2020.

E’ lunga la lista di reati contestati alle 14 persone appartenenti a un’organizzazione di pakistani nei confronti dei quali martedì mattina era fissata l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Caltanissetta Alessandra Maria Maira. Udienza subito rinviata di 24 ore per l’assenza dell’interprete. Il procedimento riunifica due inchieste tra loro collegate, condotte da carabinieri e polizia. L’indagine lampo dei carabinieri che portò in 48 ore all’arresto degli autori e dei concorrenti dell’omicidio di Adnan squarciò il velo su una più vasta organizzazione di pakistani dedita al caporalato smantellata con l’operazione “Attila” scattata a novembre 2020.

Le accuse sono a vario titolo di omicidio, associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento di lavoratori stranieri, favoreggiamento, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, rapina, estorsione, lesioni personali, violazione di domicilio, minaccia e porto abusivo di armi.

La figura di spicco dell’organizzazione viene individuata dagli inquirenti in Shoaib Muhammad, pakistano classe ‘93 (nella foto) difeso di fiducia dall’avvocato Salvatore Baglio del Foro nisseno, mentre le parti offese sono 17 migranti. Molti di loro hanno denunciato episodi di violenza, estorsione e caporalato. Tra loro c’è Ghani Usman rappresentato dall’avvocato Monia Giambarresi del Foro di Caltanissetta. La sua è stata una testimonianza chiave. Si trovava nella casa di Adnan Siddique quando il commando fece irruzione ed era stato uno dei braccianti ingaggiati dall’organizzazione per un compenso di 30 euro al giorno peraltro mai ottenuto.

I familiari di Adnan, il Movi e il Comune di Caltanissetta avanzeranno istanza di costituzione di parte civile con l’avvocato Salvatore Patri’. Chiederanno di costituirsi parte civile anche quattro ospiti dell’associazione I Girasoli e l’associazione stessa per le aggressioni subite nella struttura di Milena, tutti assistiti dall’avvocato Giovanni Annaloro.

Adnan Siddique aveva accompagnato un connazionale a denunciare gli episodi di violenza subiti per aver preteso il compenso relativo al lavoro svolto. La notte tra il 2 e 3 giugno 2020 fu accoltellato a morte all’interno della sua abitazione nel centro storico di Caltanissetta da un commando armato di coltelli e cacciavite. Fu l’ultima di una serie di aggressioni. Nell’inchiesta vengono ricostruite estorsioni ai migranti che venivano minacciati o in alcuni casi segregati per costringerli a farsi inviare denaro dalle famiglie. C’è il raid punitivo in una comunità alloggio di Milena dove abitava un giovanissimo immigrato ospite dell’associazione I Girasoli, colpevole di essere entrato in contrasto con un sodale dell’organizzazione. Il giovane sfuggì lanciandosi dal balcone. E poi diverse testimonianze concordanti per indicazione di luoghi e di persone che raccontano episodi di caporalato. Gli immigrati pakistani, ma in alcuni casi anche africani e romeni, venivano portati nei campi per lavorare. Il compenso veniva pattuito dal caporale che applicava una tassa e chi alzava la testa rischiava ritorsioni. In questa fase del procedimento rimangono nell’ombra i datori di lavoro e le aziende in cui veniva utilizzata la manodopera.

Soltanto SHOAIB Muhammad, AWAN Muhammad Sharjeel (inteso Shery), AHMED Bilal (inteso BILAL Muhammad), IMRAN Ali (inteso CHEEMA Muhammad Imran), ALI Shujaat (inteso Malik) e MUHAMMAD Nawaz rispondono dell’omicidio.

Gli indagati nel procedimento sono a vario titolo AWAN Muhammad Sharjeel, nato in Pakistan il 9.04.2000 (inteso Shery) difeso di fiducia dall’avv. Giuseppe Dacquì del Foro di Caltanissetta. AHMED Bilal, nato in Pakistan il 20.10.1997 difeso di fiducia dall’avvocato Rosario Di Proietto del Foro di Caltanissetta; ALI Mohsin, nato in Pakistan 1’1.03.1988 difeso di fiducia dall’avvocato Chiara Matraxia del Foro di Agrigento,; HAMEED Abdul, nato in Pakistan 1.01.1989 difeso d’ufficio dall’avvocato Velia Adriana del Foro di Caltanissetta; KHURAM Shehzad, nato in Pakistan il 1.01.1987 difeso di fiducia dall’avvocato Giovanni Di Giovanni del Foro di Caltanissetta,; SHAHBAZ Ahmad, nato in Pakistan il 7.10.1996 difeso d’ufficio dall’avvocato Donatella Baglio Pantano del Foro di Caltanissetta; MUHAMMAD Arshad, nato in Pakistan il 9.02.1983 difeso di fiducia dall’avvocato Riccardo Contardi del Foro di Roma; IMRAN Ali, nato in Pakistan il 16.11.1992 (inteso CHEEMA Muhammad Imran) difeso di fiducia dall’avvocato Massimiliano Bellini del Foro di Caltanissetta; GONDAL Azhar Iqhal, nato in Pakistan il 01.01.1971difeso d’ufficio dall’avvocato Viviana Giugno del Foro di Caltanissetta; ALI Shujaat, nato in Pakistan il 01.01.1988 (inteso Malik) difeso di fiducia dall’avvocato Giuseppe Speranza del Foro di Caltanissetta; MEHDI Muhammad, nato in Pakistan i11.01.1972 difeso di fiducia dall’avvocato Salvatore Bàglio; MUHAMMAD Nawaz, nato in Pakistan il 13.02.1988 difeso di fiducia dall’avvocato Vanessa Di Gloria del Foro di Caltanissetta; GIARRATANA Giada, nata a San Cataldo (CL) il 14.08.1999 difesa di fiducia dall’avvocato Diego Giarratana del Foro di Caltanissetta.

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