"Sono sempre i migliori che se ne vanno". Il ricordo dell'architetto Luigi Picone

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Sono sempre i migliori che se ne vanno. Presto, troppo presto. Anche a Caltanissetta. Dedico queste parole di Leonardo Sciascia al mio amico e collega (architetto–docente) Luigi Picone: siciliano antico, rude, autentico, che se n’è andato via in questi giorni caldi e tristi di luglio.  
“Io credo nei siciliani che parlano poco, nei siciliani che non si agitano, nei siciliani che si rodono dentro e soffrono: i poveri che ci salutano con un gesto stanco, come da una lontananza di secoli; e il colonnello Carini sempre così silenzioso e lontano, impastato di malinconia e di noia ma ad ogni momento pronto all’azione: un uomo che pare non abbia molte speranze, eppure è il cuore stesso della speranza, la silenziosa fragile speranza dei siciliani migliori… una speranza, vorrei dire, che teme se stessa, che ha paura delle parole ed ha invece vicina e famigliare la morte… Questo popolo ha bisogno di essere conosciuto ed amato in ciò che tace, nelle parole che nutre nel cuore e non dice…” (Dal racconto Il Quarantotto, Opere, 1956-1971 – Bompiani)
Leandro Janni
Caltanissetta, 25/07/2015

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