Sommatino, consiglio comunale. Diventerà Bellissima: “Prendiamo le distanze dall’inciucio”

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Riceviamo e pubblichiamo il documento politico del gruppo Diventerà Bellissima a firma dei consiglieri comunali Mariangela Castellano e Filippo Cianci che commentano la recente elezione del presidente del consiglio Giuseppe Cigna avvenuta venerdì scorso.

Serpeggiava già da qualche tempo, tra il serio e il faceto, la voce che per l’elezione del presidente del consiglio comunale di Sommatino vi fosse un accordo che correva sul binario INTESA CIVICA-LEGA-PD.

Un accordo-inciucio che ha portato, nella serata di venerdì, all’elezione del Presidente del Consiglio Comunale con il seguente esito: Cigna Giuseppe 6 voti (2 Intesa Civica, 2 Lega e 2 PD), Castellano Mariangela (capogruppo consiliare di Diventerà Bellissima) 4 voti e schede bianche 2, chiara manifestazione da parte di qualche consigliere di non avallo dei diktat del Sindaco.

Il gruppo Consiliare di Diventerà Bellissima, sempre più deciso a continuare, come opposizione, il ruolo di controllo e vigilanza sull’attività dell’amministrazione, si augura che questa elezione possa essere l’ultimo teatrino di una politica di scarso spessore che, nei tre anni di sindacatura Carbone, ha visto protagonista, per una serie di eventi impensabili e assurdi, l’assise consiliare di Sommatino: scioglimento del consiglio comunale e suo reintegro a seguito di ricorso al TAR dei consiglieri di opposizione (oggi scesi a patti) e che ha visto costituito in giudizio il Comune di Sommatino per la difesa dell’onorabilità (così affermava il sindaco celando con tale assurdità il semplice intento di volersi liberare in un sol colpo di tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione); dimissioni di tre consiglieri comunali: presidente del consiglio, capogruppo e vicecapogruppo della lista del sindaco “Il Paese che Sarà”; fuoriuscita di consiglieri comunali dalla stessa lista con approdo a formazioni politiche di centro destra in posizione di opposizione al sindaco; illegittima elezione di un nuovo presidente del consiglio e sua decadenza decretata dal Tar e dal CGA.

L’elezione a presidente del consiglio del Dott. Cigna, avvenuta senza il supporto di UDC e Diventerà Bellissima, desta scalpore non soltanto per le contrapposte posizioni politiche di Lega e PD ma anche perché il neo eletto presidente poteva contare sui voti di tutta l’opposizione formata da ben otto consiglieri. Il gruppo consiliare di Diventerà Bellissima, prima che gli inciuci prendessero il sopravvento, infatti, è sempre stata al fianco del Dott. Cigna anche nel ricorso presentato al TAR per far decretare l’illegittima elezione a presidente del consiglio del Dott. Scarlata.

Tale teatrino evidenzia una politica poco edificante che da un lato mette in mostra un sindaco, componente della segreteria regionale del PD, che ha avuto la capacità di portare allo sfacelo il gruppo che l’aveva sostenuta e, oggi, disposto a scendere a “patti” con parte dell’opposizione di matrice leghista per evitare una mozione di sfiducia (giusto epilogo per il totale fallimento della sua azione politico-amministrativa), dall’altra mette in mostra un presidente del consiglio, candidato sindaco della lista perdente che, come tale, massima espressione dell’opposizione, che per essere eletto fa ricorso ai voti del partito del sindaco in nome del bene comune.

In una teatrante politica, che vedrà appassionatamente insieme Lega e PD fino alla fine di questa fallimentare legislatura con buona pace delle segreterie locali, provinciali e regionali, sui giornali emergono, finalmente, i buoni propositi di un sindaco che, per mascherare l’innata arroganza, dichiara di riconoscere al consiglio comunale la funzione di garante per la sua attività amministrativa nel solco del principio di leale collaborazione.

Troppo tardi. Già sin dalla candidatura a sindaco si dovrebbe avere consapevolezza e rispetto dei compiti e dei ruoli di ciascun soggetto, ma i fatti di questi tre anni smentiscono fortemente il sindaco poiché non ha mai riconosciuto e rispettato la funzione di controllo e di garante del consiglio comunale e non ha mai posto in essere una leale collaborazione.

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