Solidarietà sociale, Firrone: “Amministrazione Ruvolo, grottesco proclama del disastro”

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(di Giuseppe Firrone, già assessore alla solidarietà sociale) Ancora una volta dobbiamo intervenire per dire la verità ai cittadini sventando le imposture di un amministrazione che in assenza di programmazione ha bloccato quella passata con il solo scopo di riattivarla ad arte in tempi non sospetti accreditandosene i risultati.

Che faccia tosta attribuirsi da parte del sindaco Ruvolo la social card con annuncio a rullo di tamburi, dopo oltre due anni dalla redazione del progetto e il reperimento delle somme da parte dell’amministrazione passata.

Nonostante la stizza ci dovrebbe portare a disinteressarci totalmente delle vicende, ormai “segnate” da un amministrazione incapace, il senso del dovere civico (quello vero, senza futili stemmi), in un momento di grave crisi economica e di tensioni sociali sempre più evidenti, ci obbliga ancora una volta, a fare chiarezza, e speriamo non vanamente, a suggerire la improcrastinabile necessita’ di fare una vera programmazione, che non sia un copia incolla del brutto anatroccolo a cui assistiamo.

Nel marzo del 2014 la passata amministrazione aveva lasciato in perfetto ordine la programmazione relativa alla legge 328/00, concludendo la progettazione del piano di zona, annualità 2013/15, deliberando in data 28/03/2014 gli schemi di intervento, finalizzati a dare continuità ai progetti già esistenti.

In considerazione di ciò il distretto socio sanitario n. 8 di cui è capofila il comune di Caltanissetta approvava la quota di riparto, quantificata in euro 1.305.22,16 cosi suddivisa:

Centro spina bifida euro 25.000,00;

Attività in acqua per disabili euro 330.000,00;

Assistenza ammalato oncologico euro 300.000,00;

Centro Diurno Alzheimer euro 100.000,00;

Social Card Famiglie indigenti euro 500.224,46;

Centro ascolto donne vittime di violenza euro 50.000,00.

A fronte di ciò, dopo due anni vediamo partire solo il surrogato della Social card per le famiglie, ma nonostante ciò a tutt’oggi lo scenario che si presenta rileva l’azzeramento dei servizi esistenti e dunque dei livelli essenziali di assistenza.

L’Amministrazione Ruvolo, infatti non avendo provveduto all’emanazione dei bandi di gara, ha portato all’interruzione dei servizi che dovevano avere una continuità con gravissima ricaduta nei confronti dei cittadini assistiti e conseguentemente nella perdita di posti di lavoro.

Purtroppo non possiamo non ricordare che nonostante la disponibilità finanziaria in cassa relativa ai fondi del riequilibrio 2007/09, paria a euro 637.818,67, ( implementazione  ADI, implementazione crescere in famiglia, progetto borse lavoro) e l’emanazione delle  direttive nel 2014 della precedente amministrazione affinché si attuassero le gare, a tutt’oggi risultano non attuate.

Ma l’impostura va oltre e sconfina nella strumentalizzazione del bisogno. Tornando allo sbandierato progetto della social card, Il “vero” progetto di assistenza finanziato con 500 mila euro prevedeva infatti un minimo di contributo annuale utile e mirato ad una reale e concreta sussistenza dei beneficiari. Invece l’amministrazione Ruvolo, attraverso un’artata rielaborazione, ne riduce il contributo fino ad un somma risibile di 600 euro annuali, configurandola così non già come l’intervento strutturale a favore del bisogno che avevamo concepito, ma un sussidio a pioggia che servirà solo ad aumentare la platea dei aventi diritto, ripristinando  una gestione clientelare che il Sindaco proclama tanto di combattere, ma che invece, nei fatti utilizza la solidarietà  sociale come un bamcomat.

Si ripete così un film già visto  con “i mini cantieri comunali”: bluff colossale che ha visto impegnati solo per dieci giorni 170 soggetti. Anche questa una brutta copia del progetto sperimentale del “lavoro solidale”, già avviato per 3 mesi dalla passata amministrazione per 200 disoccupati che avrebbe dovuto continuare.

Ancora più preoccupante assistere alla mancata predisposizione di bandi per ulteriori servizi  (adi Anziani e Disabili  – educativa domiciliare per minori ecc.), relativi alla rimodulazione del triennio 2004/06 pari a euro 983.000,00, sebbene nell’ottobre 2012 è stata richiesta la reiscrizione nel bilancio regionale e che si è finito di spendere  da più di un anno  e mezzo il residuo della seconda annualità (2005),  con il reale rischio di revoca di finanziamenti già stanziati.

Risultano ingiustificabili le paradossali inadempienze dell’ amministrazione Ruvolo per il mancato  avvio dei pertinenti procedimenti  che avrebbero  dovuto concludersi entro il termine finale di sopravvivenza dei precedenti servizi, cosi come statuito dalle  direttive della passata amministrazione, permettendo così  di garantire tranquillamente la continuità  e scongiurando le conseguenze nefaste a cui assistiamo sulla collettività dei bisognosi, fatto che stride con la destrutturazione e riorganizzazione in termini di efficienza che aveva interessato il settore, trovato fortemente inadeguato, in  materia dei servizi di integrazione socio sanitaria, riorganizzazione, voglio ricordare, che aveva permesso di sbloccare i bandi per i servizi programmati, approvati e finanziati nell’ambito della 328 tenuti nel cassetto sin dal 2004.

Sembra tutto tornato indietro.

Deprimente constatare l’assenza assoluta di una nuova programmazione. Anche il nuovo regolamento dei servizi sociali redatto e inviato al consiglio comunale dalla passata amministrazione giace da due anni e mezzo nel cassetto.

Devastante assistere all’incredibile e ingiustificata inattività della gestione delle politiche sociali che ha portato ad un azzeramento dei servizi sociali nel nostro territorio già fortemente ridotti dai tagli regionali, ciò  denotano una pigrizia amministrativa e una scarsa attenzione al sociale.

Che il Sindaco Ruvolo si svegli e sostituisca i fatti concreti agli ormai risibili annunci a cui non credono più neanche quanti sono a lui vicini.

Giuseppe Firrone

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