Solidarietà Sociale. Ancora minacce per l'assessore Giuseppe Firrone. Irruzione negli uffici di un utente che ha preteso un sussidio immediato

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Assessore FirroneQuesta mattina l’Assessore alle Politiche Sociali, Giuseppe Firrone, ha subito l’ennesima minaccia da parte di un utente richiedente sussidio economico. Nelle ultime settimane Firrone è stato oggetto di pesanti minacce e subdoli gesti intimidatori di chiara matrice, non ultime le minacce di morte ricevute con una lettera recapitatagli qualche settimana fa.

All’apertura degli uffici degli uffici dei Servizi Sociali, una persona, M. A., queste le sue iniziali, si è presentato nella stanza dell’Assessore, pretendendo che quest’ultimo gli elargisse immediatamente un sussidio economico. Alla risposta che il sussidio poteva essere liquidato solo dopo avere seguito la normale procedura e avere effettuato i dovuti accertamenti di sussistenza dei requisiti, M. A.,  con fare minaccioso, si rivolgeva all’assessore intimandogli di provvedere immediatamente all’elargizione di denaro. Tutto questo avveniva davanti gli occhi di alcuni agenti di Polizia Municipale, che non hanno potuto fare a meno di trarre in stato di fermo M. A. per minacce.

Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa che proprio in questo week end l’assessore Firrone aveva diffuso alla stampa per rispondere al contenuto di un’interrogazione presentata dl capogruppo dell’Udc, Ugo Lo Valvo. Il medico ginecologo dei “centristi”, criticava la decisione di non pagare sussidi nel 2012 a chi avesse già ricevuto una qualche forma di aiuto nel 2011. Ma su  tale vicenda Firrone è stato chiaro: “nessuna cervellotica discriminazione, ma soltanto una presa in carico della persona per poter dare tutto il sostegno di cui ha bisogno”.  Ecco il documento dell’assessore:

Comunicato stampa assessorato Solidarietà Sociale a firma dell’assessore Giuseppe Firrone:

“In riferimento all’articolo pubblicato dagli organi di stampa ed inerente l’interrogazione sui servizi sociali, primo firmatario il consigliere dell’UDC Ugo Lo Valvo, ritengo doveroso intervenire per evitare inutili e strumentali speculazioni su una materia che, per altro, in ragione della sua rilevanza sociale, merita certamente un approccio, non solo rispettoso della verità dei fatti, ma soprattutto improntato alla prudenza e responsabilità che sono indispensabili per non esasperare situazioni, già di per sé stesse, di grande disagio e di complessa risoluzione.

Riguardo ai fatti contestati, preliminarmente, non posso non rilevare che la direttiva assessoriale richiamata mira esclusivamente ad una migliore organizzazione e razionalizzazione della gestione e dell’erogazione degli aiuti economici ai soggetti in stato di disagio. Infatti, l’obiettivo era e rimane quello di garantire i sussidi con un puntuale accertamento della sussistenza dei requisiti, attraverso le nuove procedure di informatizzazione dei dati ed i controlli incrociati garantiti peraltro dai recenti protocolli sottoscritti con l’INPS, l’INAIL e la Guardia di Finanza. Tutto ciò per evitare il fenomeno delle appropriazioni indebite e cercando, al contempo, di assicurare un’equa e diffusa attenzione dell’amministrazione nei confronti di tutte le situazioni di disagio. Inoltre, contrariamente a quanto affermato dal consigliere Lo Valvo, la direttiva non ha escluso in alcun modo i beneficiari delle prestazioni erogate nel 2011, ma piuttosto ha voluto dare priorità a coloro che, pur avendo tutti i requisiti, non hanno percepito nel corso dell’ultimo semestre 2011 nessuna assistenza. Infatti, anche i beneficiari delle prestazioni del 2011, che hanno prodotto istanza, riceveranno a breve, previa istruttoria dei competenti uffici, gli aiuti economici. Questa nuova organizzazione del servizio ha prodotto una banca dati informatizzata, cioè un osservatorio che ci permette di conoscere in maniera puntuale, immediata e organica tutte le situazioni di disagio economico esistenti, gli interventi assistenziali già realizzati e quelli che è necessario porre in essere con interventi dell’amministrazione improntati ai principi di equità, imparzialità, correttezza, adeguatezza e trasparenza. Tutto ciò ha evitato ed eviterà discriminazioni, duplicazioni di interventi assistenziali, e soprattutto la quanto mai deprecabile gestione clientelare dello stato di bisogno!. Questo nuovo strumento di lettura del bisogno rileva l’esigenza di andare oltre la pura e semplice erogazione una tantum di sussidi, perseguendo l’obiettivo di una piena integrazione sociale dell’indigente attraverso forme di sostentamento diversificate, come ad esempio le prestazioni di lavoro in cambio sostegno economico. A Tal proposito, voglio rassicurare agli interroganti che a breve sarà avanzata una proposta di delibera, in riferimento alle forme di disagio assoluto, inerente l’erogazione in via sperimentale di sussidi in cambio di prestazioni lavorative, con l’utilizzo dei Vauchers INPS. Questo nuovo approccio consentirà di verificare l’opportunità di istituzionalizzare questa nuova modalità di intervento attraverso la proposta di aggiornamento del regolamento comunale di riferimento (datato al 1987) che al più presto sarà trasmessa alle competenti commissioni consiliari. Quanto sopra, mi dà l’occasione per sottolineare che i contributi finanziari una tantum non possono essere risolutivi, bisogna agire in modo più efficace rispetto alle esigenze diverse delle persone che soffrono, se effettivamente le si vuole affrancare dalla marginalità anche psicologica in cui vivono, nel rispetto della propria dignità. Serve un impegno deciso e corale sul tema della lotta alla povertà che oggi è fortemente condiviso. Per renderlo concreto è necessario quindi, oltre che un adeguato investimento di risorse, anche la messa in pratica di linee strategiche di intervento più appropriate e al passo con i tempi.

In ordine al servizio di segretariato sociale, la gara è stata regolarmente svolta , in data 02/02/2012, ma non si è potuto procedere alla relativa aggiudicazione in quanto le uniche due proposte avanzate sono risultate non conformi al bando di gara, e peraltro entro i successivi sessanta giorni non è pervenuto alcun ricorso. Pertanto, si è deciso di affidare la gestione del procedimento alla istituenda stazione unica appaltante. Ad ogni modo ritengo doveroso comunicare agli interroganti, per le opportune valutazioni, che con il nuovo assetto organizzativo, assunto dal settore della solidarietà sociale, le direttive del Consiglio Comunale, in un ottica del risparmio della spesa, sono state comunque rispettate. Infatti, il servizio è stato espletato regolarmente e in maniera diversa rispetto al passato, garantendo informazione, consulenza, orientamento e presa in carico di tutti utenti, grazie soprattutto all’impegno di tutto il personale addetto e alle due nuove unità, con profilo amministrativo, assegnate al settore di riferimento; ad esse, a breve, se ne aggiungeranno altre. Quest’ultime miglioreranno anche il servizio di Segretariato sociale che preciso nulla ha a che vedere con il servizio di consulenza, diversamente da quanto sostenuto dagli interroganti, certamente non rientrante nell’allegato 2/B del Codice degli appalti.

In riferimento all’Istituto Testasecca, per la parte di competenza dell’Assessorato, preciso che sono state corrisposte tutte le somme spettanti in relazione all’affidamento del servizio “ Centro Diurno anziani”. Peraltro, in sede di confronto presso la Prefettura, è emerso che la mancata corresponsione degli stipendi ai dipendenti non riguarda gli ultimi 18 mesi, così come sostenuto dagli interroganti, bensì é da imputare a situazioni maturate probabilmente in un periodo antecedente l’insediamento dell’amministrazione Campisi. Ad ogni modo, in occasione del suddetto incontro, di concerto con le organizzazioni sindacali, si sono attivati i percorsi necessari a dare riscontro alle aspettative dei lavoratori dipendenti. Quanto sopra rileva che gli uffici della solidarietà sociale hanno lavorato con impegno professionalità e abnegazione, garantendo gli interventi assistenziali senza alcuna “cervellotica discriminazione” e attenzionando, a differenza del passato, anche il riequilibrio tra le relative voci di spesa e di entrata, con recupero delle somme vantate dall’ente nei confronti di vari debitori.

Le considerazione sopra esposte mi inducono ad auspicare che il confronto con il primo firmatario consigliere Lo Valvo e i consiglieri interroganti, peraltro di riconosciuta e apprezzata sensibilità verso i temi in trattazione, possa essere scevro da posizioni strumentali e demagogiche, e comunque sempre orientato a garantire, soprattutto in sede di scelte di bilancio, nuove opportunità di intervento per la risoluzione delle innumerevoli emergenze sociali che, in questo periodo di crisi, gravano sempre più pesantemente sulla nostra comunità”.

F.to l’Assessore: Giuseppe Firrone

 

 

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