Soldi ai gruppi Ars. Indagine della Finanza. Rudi Maira: "Buona fede per prassi consolidata".

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Maira Rudi PID CantiereUn’indagine della Guardia di finanza di Palermo, avviata ad ottobre su delega della Procura, per sviscerare nel particolare l’utilizzo dei fondi pubblici elargiti ai gruppi parlamentari dell’ARS, è giunta adesso sul tavolo dei PM palermitani che dovranno decidere se iscrivere quattro capi gruppo della passata legislatura nel registro degli indagati o meno. L’iscrizione, pare, sarebbe comunque un atto dovuto per proseguire gli accertamenti, ma al momento non c’è nessun capo di imputazione.

I quattro capigruppo sono Rudi Maira, deputato nisseno e capogruppo del Cantiere Popolare-PID all’Ars, Antonello Cracolici del PD, Giulia Adamo del PDL Sicilia e Francesco Musotto del Mpa. Sono 16 milioni di euro i fondi utilizzati in quattro anni dal PD, 15 milioni dal PDL e 6,5 milioni dal PID. Cifre da capogiro che rappresentano, però, la norma. Le eventuali contestazioni, infatti, riguardano cifre ben al di sotto di quei numeri. Maira, in particolare, è sotto accertamento per una serie di bonifici con causale “Autovettura”. Ecco cosa dichiara l’ex deputato, avvocato nisseno e segretario regionale del Cantiere Popolare, Maira.

”Ho sempre sostenuto, anche pubblicamente e nella cronaca giornalistica, che sia giusto per i politici essere sottoposti ad indagini a 360 gradi. Non mi meraviglia quindi l’indagine che la Procura della Repubblica ha delegato alla Guardia di Finanza sull’utilizzo dei fondi dei gruppi parlamentari, cosi’ come non mi stupisco per le notizie che trapelano sulla medesima indagine (ho qualche perplessita’, invece, sulla tempistica), che riguarda personaggi pubblici e per questo credo sia giusto che l’opinione pubblica ne sia a conoscenza”. Lo afferma Rudy Maira, ex presidente del gruppo Pid all’Assemblea regionale siciliana nella XV legislatura, attuale segretario regionale del Cantiere Popolare, a proposito degli sviluppi dell’inchiesta della Guardia di finanza sulle spese dei gruppi parlamentari all’Ars. “Per quel che mi riguarda – spiega -, quale capogruppo mi sono adeguato in perfetta buona fede ad una prassi consolidata, e quindi non so se ho commesso errori, che consentiva ai presidenti di gruppo di utilizzare un’autovettura il cui costo di noleggio gravasse sul singolo medesimo gruppo. Se cio’ non e’ stato corretto me ne faro’ carico, mettendo anche da parte i principi che la Corte costituzionale ha adottato per la spesa dei gruppi parlamentari dell’Ars. Tale autovettura, di cui sono stato fruitore dalla societa’ di leasing, nel momento in cui non sono stato rieletto e’ stata da me formalmente messa a disposizione del gruppo”. “Dichiaro comunque di essere pronto a fornire qualsiasi chiarimento necessario sia alla Procura di Palermo che alla Guardia di Finanza – assicura Maira -. Infine, riguardo la spesa relativa all’acquisto di un regalo in gioielleria, preciso che si trattava di un dono, di tutto il gruppo parlamentare anche a nome dei nostri collaboratori – conclude -, ad un nostro dipendente in occasione di una ricorrenza importante per la sua famiglia”.

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