Sistema Montante, ammesse alcune parti civili. Assostampa chiede di chiarire i rapporti con alcuni giornalisti

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Il Tribunale di Caltanissetta ha ammesso la costituzione di alcune parti civili nell’ambito del processo che si celebra con il rito ordinario nei confronti di 16 imputati accusati, a vario titolo, di aver fatto parte del cosiddetto “sistema Montante”. Il giudice Francesco D’Arrigo ha accolto la richiesta di costituzione parte civile avanzata per il reato associativo nei confronti di alcuni imputati, presentata dalla Regione Siciliana, dal Comune di Caltanissetta e dalla Camera di Commercio. Ha inoltre accolto la richiesta di Alfonso Cicero, già parte offesa e “teste chiave” dell’inchiesta, di Enzo Basso, Attilio Bolzoni, Gianpiero Casagni, Salvatore Di Francesco, Pietro Di Vincenzo, Gioacchino Genchi, Graziella Lombardo, Salvatore Petrotto e Salvatore Iacuzzo. Gli avvocati difensori di alcune parti civili hanno chiesto la citazione del ministero dell’Interno quale responsabile civile. Sollevata da alcuni legali degli imputati l’incompetenza territoriale. Il tribunale scioglierà la riserva nella prossima udienza fissata per il 25 febbraio. Cicero nel processo contro il sistema Montante, è stato riconosciuto anche come parte offesa. Nell’atto di costituzione di parte civile a firma dell’avvocato Annalisa Petitto emerge che “gli atti investigativi consentono di ben comprendere quale e quanta attività maniacale di spionaggio e dossieraggio sia stata posta in essere nei confronti di Cicero con il fine precipuo di ordire, organizzare, pianificare ed attuare quelle gravissime iniziative ritorsive ai suoi danni”. Intanto l’Assostampa chiede di chiarire i rapporti fra l’ex leader di Confindustria e alcuni giornalisti. “E’ incomprensibile e ingiustificabile il silenzio che è sceso sui rapporti accertati dalla magistratura tra l’ex presidente di Confindustria Antonello Montante e alcuni giornalisti iscritti al sindacato”. Lo afferma in un documento votato all’unanimità nell’assemblea annuale della sezione di Catania dell’Associazione siciliana della stampa. “Il sindacato dei giornalisti in Sicilia – si legge nel documento – si è sempre schierato in difesa di concetti irrinunciabili come trasparenza e moralità, denunciando zone d’ombra e opacità, a tutela della deontologia e dell’etica professionale. Accettare pagamenti, elargizioni, rimborsi gratuiti, viaggi che possano condizionare il lavoro del giornalista – come ricordano i magistrati nelle motivazioni del provvedimento che hanno portato all’arresto di Montante – viola gli obblighi sanciti dalla Carta dei doveri del giornalisti”.

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