Sindaci a confronto con l'assessore all'economia Baccei. L'Anci annuncia proteste

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A novembre i sindaci, tramite l’Anci, chiedevano un incontro con l’assessore all’economia Alessandro Baccei, per conoscere quali risorse il governo regionale avesse intenzione di inserire nel bilancio 2015, alla luce delle notizie ormai certe di un buco di 3,3 miliardi di euro da reperire in Finanziaria.
Oggi, a metà gennaio, quell’incontro c’è stato e l’esito non è piaciuto ai comuni dell’Anci Sicilia, presieduta dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. C’era anche il sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, all’audizione di mercoledì sera a Palermo. Una riunione in cui l’assessore all’economia ha alzato le spalle, spiegando ai primi cittadini che ad oggi non v’è certezza sui trasferimenti che potranno essere erogati tra quattro mesi, quando sarà terminato l’esercizio provvisorio. E questo perché i tagli saranno pesanti e non tutte le risorse potranno essere tagliate nella sanità.
A farne le spese dovrebbero essere i comuni ed i cittadini chiamati a pagare tasse esose, rinunciando a servizi. Perché i tetti e i paletti, le contrazioni percentuali sulla spesa, si tradurranno nella migliore delle ipotesi in un identico carico tributario con minori servizi.
Autobus e trasporto pubblico, assistenza domiciliare per gli anziani, case e scuole. Questi i fronti “caldi” che riguardano il rapporto tra Regione e Comuni. Servizi per i quali ad aprile può succedere di tutto.
Innanzitutto l’incertezza.
Senza somme certe (neanche dsul’ammontare dei tagli Baccei ha fornito informazioni certe) i comuni non possono programmare e se non programmano finiscono per spendere male, in modo disarticolato dietro alle emergenze, generando crisi di liquidità.
Ma il problema potrebbe allargarsi anche ai precari degli enti locali. Per gli Lsu la Regione è indietro con i pagamenti e molti comuni hanno dovuto anticipare le somme tramite la tesoreria, così come del resto hanno fatto per alcuni servizi.
Orlando ha usato parole pesanti: «Abbiamo avuto la conferma di una gravissima crisi istituzionale che rischia di trasformare il senso di responsabilità dei Comuni e dei sindaci in una complicità ad un percorso che finirà con il far pesare sempre più ai cittadini e alle cittadine sprechi e anche il perpetuarsi di rendite parassitarie in settori fondamentali della vita della Regione». Per l’Anci, dunque, «non è più tollerabile l’attuale inconsistenza delle istituzioni regionali nella interlocuzione con il Governo nazionale». Il disinteresse della Regione sarebbe confermato dal fatto che governo nazionale e Giunta regionale, ha detto Orlando, «si sottraggono alla richiesta, più volte reiterata, della costituzione di un tavolo Stato-Regione-Comuni siciliani per affrontare insieme il necessario processo di risanamento dei disastrosi bilanci regionali in atto – dice- previsti a danno dei servizi resi ai cittadini».

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