Silp Cgil: “Non di sola movida cresce la società civile. Scarso impegno dei Comuni in attività di prevenzione”

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“In tempi di post-lockdown da Covid-19 grande è il desiderio ed il bisogno dei cittadini, dei giovani in particolare, di riprendere le proprie abitudini, i propri svaghi e quindi, complice la stagione estiva, trascorrere in compagnia serate ed eventi nei locali e nei nostri bei centri storici; la “movida”, come oramai si chiama, ha ripreso piede anche da noi, con i benefici ed i problemi che comporta: la ripresa delle attività economiche da un lato e le esigenze sanitarie e di quiete pubblica da un altro”. Inizia così la nota del segretario generale provinciale del Silp Cgil, Pasquale Mastrantonio che analizza il periodo post lockdown.

“Questi fattori devono necessariamente conciliare tra loro, per garantire libertà, benessere, sicurezza e rispetto dei più deboli e di chi la movida deve “subirla”. Tutto ciò, come già nei mesi scorsi il lock-down, impegna fortemente le forze dell’ordine ed in particolare la Polizia di Stato di tutta la provincia nei necessari servizi di ordine pubblico e di controllo del territorio, mentre crescono i reati in materia di stupefacenti (coltivazione, spaccio, abuso), di “codice rosso” (violenza domestica e contro le donne) e gli episodi di intolleranza nei confronti degli operatori della sicurezza, segni di profondi disagi e distorsione di valori nella nostra società”.

“Ciò che non cresce purtroppo sono gli organici delle forze di Polizia nel nostro territorio – afferma il sindacato di polizia – dove nonostante roboanti piani di assegnazione, l’incremento del numero di agenti avviene con il contagocce mentre all’esiguo personale esistente si chiedono grandi sacrifici ed orari impossibili. Non cresce il benessere e non migliorano le condizioni di lavoro dei poliziotti: a Niscemi ad esempio sono ancora costretti ad operare nella nota fatiscente struttura sotto sfratto, mentre appare utopica anche l’ultima possibilità di una nuova sede. A breve oramai ci saranno gli ennesimi avvicendamenti di Questore e Prefetto ed anche in questa occasione “la nuova sede” per la Polizia di Niscemi sarà stata e di nuovo diventerà per loro “il primo impegno” all’arrivo e l’ultimo, formale, rammarico alla partenza”.

“Infine – conclude la nota – non cresce neppure, a nostro parere, l’impegno delle amministrazioni comunali e della politica nella vera prevenzione contro l’illegalità: ancora latitano infatti le necessarie iniziative per la difesa e la crescita di positivi valori sociali, civili e del senso della legalità; mancano attività concrete di diffusione e produzione culturale, percorsi socializzanti ed inclusivi per assistenza e recupero di disagi, devianze e dipendenze; programmi che dalla scuola ai comuni coinvolgano associazioni, studenti e famiglie su valori di rispetto reciproco, delle regole e della serena convivenza sociale; ancora non si recepisce quanto sia conveniente investire in cultura e sviluppo sociale, piuttosto che lasciare proliferare indifferenza, personalismi, prepotenze, alcool e risse. Non di sola movida vive (e cresce) la società civile”.

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