Sicurezza nazionale. Ecco in esclusiva di cosa si è parlato e con chi.

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Diversi i temi sul tavolo del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutosi oggi a Caltanissetta. Iniziato intorno alle 11,00, il comitato si è concluso alle 15,30, quando i vari partecipanti defluivano dalla sala al primo piano della Prefettura di Caltanissetta e il Ministro si accingeva a partecipare alla conferenza in sala stampa.

Ma di cosa si è parlato al Comitato per l’ordine e la Sicurezza pubblica? i temi sono noti. Li ha detti il Ministro Alfano in conferenza stampa, senza però entrare troppo nei dettagli. Dettagli che  siamo in grado in parte di fornirvi.

Il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza ha fatto un presa di posizione globale di vicinanza al presidente della Regione, Rosario Crocetta e ai vertici di Confindustria, rappresentati da Antonello Montante e Ivan Lo Bello. Presa di posizione  “rilevante”, è stato detto.

All’ordine del giorno la delegittimazione dell’antimafia, con “una retorica sui professionisti dell’antimafia abusata” e da qualcuno “utilizzata per delegittimare chi ha presentato centinaia di denunce”. Quando la retorica sui professionisti dell’antimafia, arriva a mettere in dubbio  le denunce fatte con nomi, cognomi e circostanze, significa allora che è finalizzata da qualcuno a ripristinare lo status quo precedente.

Il punto critico: La mafia percepisce che il punto di non ritorno al vecchio sistema, in cui comandava nell’economia e nelle articolazioni delle amministrazioni, non si è ancora raggiunto, ed è quindi il momento di premere sull’acceleratore della delegittimazione. Così i colletti bianchi, incensurati che rappresentano Cosa Nostra ed hanno sostituito i vecchi referenti, sono determinati a mantenere posti di potere. “Ci sono diversi soggetti, oggi in Sicilia, che sperano di ottenere vantaggi accodandosi a questi colletti bianchi”.

Crocetta, in tal senso ha fatto appello a distinguere la mafia dall’antimafia.

Centrale, la parte riguardante l’Irsap e le ex Asi. Sono 95 le denunce alla magistratura presentate dal presidente dell’Irsap Alfonso Cicero, nelle procure di tutta la Sicilia, per  abusi e reati che hanno favorito anche  imprese di Cosa Nostra nelle aree industriali .

L’attentato al presidente dell’Irsap, Alfonso Cicero, è stato definito serio e la sua posizione “delicata”. Sono stati rivelati particolari inediti dell’intimidazione con il trolley che non possono essere riferiti ma è sicuro che  era tutt’altro che uno scherzo. Il procuratore Sergio Lari definisce altrettanto serie le minacce al Prefetto.

Quindi gli annunci anonimi di attentati, telefonate anonime a magistrati, esponenti delle istituzioni, in un crescendo non casuale.

Le minacce e le informative circa gli obiettivi della mafia in seno alla magistratura. “Ci sono  alcuni magistrati nisseni che vivono a Palermo, nei confronti dei quali sono arrivati messaggi che li identificano come obiettivi, e che sono stati appresi tramite fonti confidenziali”. Ecco perchè il comitato nazionale si è tenuto in città e perchè Alfano ha chiamato l’evento “modello Caltanissetta”. Per evitare di ripetere la storia. “Abbiamo memoria. Quando prima si delegittimava, poi si isolava e quindi si veniva ammazzati”.

Questi invece i partecipanti al comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il Ministro Angelino Alfano, Il Procuratore Nazionale della DNA, FRanco Roberti, i prefetti di Palermo, CAnnizzo, Catania, Federico di Messina, Trotta. Il prefetto Ferrandino di Agrigento e Minerva di Enna e CArmine Valente per Caltanissetta. Il Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Governale, quello interregionale della Guardia di Finanza Gibilaro, Il comandante generale nazionale della Guardia di Finanza, Capolupo, il comandante generale dell’Arma, Gallitelli, il capo della Polizia, Alessandro Pansa, i comandanti provinciali di Caltanissetta: Sozzo per le fiamme gialle, De Quarto per i carabinieri e il questore Nicastro. Il sindaco Michele Campisi, i prefetti di Ragusa e Siracusa, Vardè e Gradone, Il Presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante e il vice presidente nazionale Ivan Lo Bello, il procuratore presso la corte d’appello, Patti, il procuratore di corte d’appello Tinebra, il commissario dela provincia nissena Sirico, il procuratore generale di Palermo, Scarpinato, il presidente della Regione, Roisario Crocetta, il procuratore Sergio Lari di Caltanissetta, Messineo di Palermo, Salvi di CAtania, Lo Forte di Messina.

 

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