Sicurezza e accoglienza. Il Prefetto Cucinotta: “controlli serrati ma evitare strumentalizzazioni”

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L’allerta classificata con il livello 2 dal Ministro dell’Interno Alfano dopo le stragi di venerdì scorso a Parigi, produce i suoi effetti nei territori. E sono due le categorie di territori interessati da uno sforzo maggiore e più intenso di controllo. Quelli dove si verificano grandi assembramenti nelle metropoli come Roma e Milano. E poi ci sono i territori “di frontiera”, coma la Sicilia e con essa le città che ospitano i centri di accoglienza per migranti.

Non c’è nessun allarme terrorismo riferito alla presenza di migranti in città. Lo chiarisce dai nostri microfoni il Prefetto Maria Teresa  Cucinotta, lo ha affermato analogamente il Questore di Caltanissetta, Bruno Megale. Ma ciò non attenua l’esigenza delle istituzioni preposte di garantire sicurezza, reale e percepita, e al contempo accoglienza, con la Prefettura che ha predisposto azioni mirate di controllo sul territorio.

“Ho ritenuto – spiega il Prefetto Maria Teresa Cucinotta – di fare immediatamente un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica nella stessa giornata di sabato, in cui il Ministro dell’Interno ha fatto il comitato nazionale con il presidente del consiglio, dando indicazioni e direttive da attuare su tutto il territorio nazionale. Quindi immediatamente lo abbiamo convocato, alla presenza del sindaco nella prima parte, per analizzare la situazione anche in relazione alla presenza di migranti, visto che abbiamo il centro d’accoglienza di Pian del Lago e i centri di accoglienza straordinaria su questo territorio”.

“Per dare – spiega il Prefetto – un messaggio di tranquillità alla popolazione: c’è un controllo serrato e sono stati predisposti controlli straordinari, in modo da scongiurare qualsiasi strumentalizzazione e senso di insicurezza”.

Un tema posto nei giorni scorsi anche dal presidente della commissione Antimafia, Nello Musumeci, è quello dei migranti non identificati che transitano sul territorio siciliano.

“Quelli ospitati nelle strutture (Cda, Cara, centri straordinari, ndr.) sono tutti identificati”, chiarisce la Cucinotta. “In questa provincia e a Caltanissetta- aggiunge – abbiamo fronteggiato un fenomeno, che qui si verifica, di cittadini prevalentemente pakistani che si presentano ai cancelli del Centro d’accoglienza alla spicciolata”, ovvero non arrivano con gli sbarchi ma via terra, presumibilmente dai Balcani.

“Abbiamo avuto un accumularsi notevole e in questo senso abbiamo accelerato le procedure di identificazione e screening sanitario, con il lavoro di Questura e Asp2 che ha garantito un medico tutti i giorni e d’intesa con Ministero dell’Interno, dipartimento per le libertà civili, li abbiamo trasferiti”. Sono infatti circa 500 i migranti identificati e trasferiti in questo frangente da Caltanissetta verso i centri di Toscana, Marche, Umbria ed Emilia Romagna.

Dalla strage di Parigi di venerdì 13 novembre, il dibattito in Italia è stato più volte incentrato sulla presenza dei migranti, sull’accoglienza e l’integrazione, sui rischi. E una parte di società ha appreso le notizie frammentarie e in parte smentite circa la partecipazione al commando di un rifugiato siriano transitato per la Grecia, per mettere in discussione anche il sistema di accoglienza in Italia.

Cosa ne pensa il Prefetto di Caltanissetta?

“Mi sento di condividere le opinioni espresse dalla presidente della Camera, Laura Boldrini e dal Ministro Alfano. Non si è potuto fare a meno di sottolineare che purtroppo i componenti del commando erano francesi e belgi. Poco hanno a che vedere con chi scappa da guerre e miserie. Non si fomenti la caccia all’uomo, bisogna essere ragionevoli e razionali e vedere le cose con obiettività. Siamo tranquilli come si può esserlo in un momento così grave. Tutte le istituzioni però sono impegnate, la Prefettura, le forze dell’ordine e anche la commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato, che lavora quotidianamente per evitare che queste persone siano per troppo tempo costrette a permanere nei centri, creando proteste come avvenuto in passato. Tutti stiamo facendo il massimo sforzo per dare una risposta di sicurezza e al contempo di accoglienza a chi la merita”, conclude il Prefetto Cucinotta.

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