Sicilia zona rossa (ma sarebbe arancione), screening per tornare a scuola ma forse non si torna

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Il Governo asseconda la richiesta della Regione e la Sicilia da domenica sarà zona rossa. A meno di sorprese il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà nelle prossime ore l’ordinanza con cui si stabiliscono severe misure restrittive per l’Isola come la chiusura dei negozi 7 giorni su 7. L’indice Rt è pari a 1,19 che rientrerebbe nella zona arancione così come il numero di casi per 100 mila abitanti (ad oggi nel periodo di riferimento sono 225 mentre la soglia di maggiore rischio è fissata in 250). Ciò che preoccupa è il tasso di occupazione delle terapie intensive e dei posti letto ordinari anche se pure in questo caso la Sicilia non è tra le peggiori. Le percentuali sfiorano i limiti oltre i quali scatta l’allarme rosso: attualmente in Sicilia sono occupati il 26 percento dei posti letto di terapia intensiva (oltre il 30 scatterebbe automaticamente il rischio più elevato) e il 32 percento nell’area medica. Non solo Musumeci ma anche il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, avevano chiesto nei giorni scorsi l’istituzione della zona rossa. La curva dei contagi però è molto disomogenea all’interno dell’Isola con i capoluoghi Messina (già zona rossa), Palermo e Catania che fanno segnare incrementi considerevoli e altre città come Caltanissetta dove invece il contagio appare residuale. Non a caso il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, aveva chiesto provvedimenti territorializzati. E’ pur vero che l’ospedalizzazione di casi covid travalica i confini delle città e investe complessivamente il sistema sanitario regionale.

Non ci sono ancora decisioni sul rientro a scuola che a questo punto dovrebbe riguardare soltanto gli alunni delle elementari e delle prime classi delle scuole medie.

Con una circolare la dirigente dell’osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale alla Salute Maria Letizia Di Liberti, il 13 gennaio scorso “in vista della possibile ripresa a far data dal 18 gennaio delle attività didattiche in presenza delle scuole primarie e secondarie di primo grado”, invitava le Asp a organizzare da giorno 14 fino al 17 gennaio una campagna di screening con tamponi rapidi tramite drive in destinata alla popolazione scolastica. A Caltanissetta al momento non sono pervenute indicazioni operative da parte dell’azienda sanitaria. Se il governo regionale dovesse prorogare la Dad si tratterebbe di uno sforzo organizzativo pressoché inutile. Si vedrà nelle prossime ore.

Cosa è consentito e vietato in zona rossa

È vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute; vietati gli spostamenti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L’asporto è consentito fino alle ore 18 per i bar e fino alle 22 per i ristoranti. Il servizio a domicilio rimane consentito. Chiusura dei negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità. Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i centri estetici.

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