Sicilia in zona gialla, preoccupazione delle imprese di servizi e ristorazione: “Nuove limitazioni non sarebbero sostenibili”

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Ascom Sicilia Caltanissetta chiede di rivedere le limitazioni per le imprese in zona gialla, arancione e rossa.
“Dalle notizie che giungono sui contagi – scrive l’associazione in una nota – in Sicilia si ci appresta ad un nuovo periodo di limitazioni. Pur lasciando una certa libertà, la zona gialla avrà ripercussioni su alcune tipologie di attività (ristorazione, eventi, con tutte le attività collegate, fioristi, sale giochi, discoteche ecc). Gli imprenditori, dopo un periodo di relativa serenità, tornano nellincubo di vedere in pericolo il proprio futuro.  Non si potranno più sostenere economicamente altre limitazioni che porteranno, sicuramente, alla chiusura della maggior parte delle imprese. Si dovranno modificare le limitazioni inserite nelle zone Gialle, Arancioni e Rosse tenendo conto delle nuove disposizioni, in modo particolare della vaccinazione, che, quando sono state istituite le varie fasce, non erano presenti.
Le imprese oggi sono il luogo più sicuro dove vengono rispettate tutte norme, tenere la mascherina indossata, disinfettarsi le mani, osservare il distanziamento, perché sotto il diretto controllo dei responsabili delle imprese. Non si possono più sopportare le notizie di rave party con migliaia di partecipanti senza il rispetto delle più elementari norme sul contenimento del contagio, di feste private con centinaia di partecipanti, di concerti con migliaia di spettatori, assembramenti ovunque e qualsiasi comportamento atto ad aumentare i contagi. Non si capisce come ancora le vittime predestinate all’aumento dei contagi, oggi ricoveri e terapie intensive, siano sempre e solo le imprese. Non si può più pagare la mancata possibilità, da parte delle istituzioni, del controllo del territorio.
E’ giusto sanzionare chi non rispetta le più elementari norme per evitare il contagio ma deve valere per tutti: imprese sia esse pubbliche o private e cittadini.
“Siamo davvero stanchi, esausti, demotivati, scoraggiati perché sono sempre le imprese a pagare per l’imprudenza e l’inciviltà di troppi irresponsabili. Chiediamo un forte giro di vite nei controlli sui comportamenti, del rispetto dei diritti altrui che vengono sopraffatti dall’arroganza di chi, forse, non si preoccupa del danno che tali atteggiamenti hanno sull’economia del nostro paese. Sono necessari controlli serrati e continui sul comportamento della popolazione se si vuole uscire al più presto da questo continua altalena di aperture e limitazioni”.

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