Si surriscalda la protesta dei 32 operai della “Caltanissetta service”. Sit in a oltranza alla Provincia

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“Noi 32 Lavoratori della Caltanissetta Service in House, in protesta permanente”. Inizia così la lettera aperta inviata dai dipendenti della società interamente partecipata dalla Provincia Regionale di Caltanissetta al commissario del Libero Consorzio di Comuni che ha rimpiazzato l’ente, Rosalba Panvini. La stessa nelle scorse settimane aveva lanciato una proposta-appello ad altri enti e istituzioni territoriali per entrare nella partecipazione della società per evitarne la sicura chiusura. Ma da allora pare non siano arrivate risposte dai sindaci e rappresentanti di altri enti.

I lavoratori si rivolgono al Commissario straordinario spiegando che la lettera aperta “è scritta non con una semplice penna ma col cuore in mano, anche perché abbiamo capito che lei oltre ad occupare il ruolo che riveste è anche una mamma, per questo confidiamo nella sua persona”.

“Siamo lavoratrici e lavoratori, madri e padri di famiglia che si occupano da vent’anni della manutenzione delle Strade Provinciali e degli Istituti Scolastici Superiori con tanto senso di responsabilità e senso istituzionale”, spiegano i lavoratori nel loro appello.

“Conosciamo ogni centimetro di queste strade garantendo la sicura e normale circolazione stradale, conosciamo ogni angolo di tutti gli stabili, compresi i relativi impianti elettrici, idraulici, e di riscaldamento, sarebbe un peccato togliere e perdere questa conoscenza e professionalità, acquisita negli anni”.

Si tratta di operai che “oltre ad occuparci della manutenzione ordinaria, siamo stati sempre pronti, a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno dell’anno, ad intervenire in tutti i casi di pericolo sia sulle strade che negli edifici scolastici”.

“Siamo Lavoratori sospesi dalla nostra attività per il sol fatto che l’ente deve risparmiare. Siamo Lavoratori in balìa delle onde del mare, derisi e mortificati, senza che nessuno porga a noi un salvagente utile a salvarci”.

“Viviamo l’agonia della notifica del licenziamento, NOI non abbiamo alcuna colpa se dopo 20 anni di servizio precario, come L.S.U. dapprima, nessuno si sia mai impegnato di tentare la nostra stabilizzazione, politica e sindacati asserviti, per permetterci di lavorare con dignità e serenità.

Riflettiamo!!.. a quest’ora saremmo tutti stabilizzati, se ne avessero assunti anche due di noi ad ogni anno solare!!… Senza alcun aggravio per l’ente, anzi con immensi risparmi visto che il SERVIZIO di MANUTENZIONE è diretto e non in appalto, svolto a regola d’arte e lo si sarebbe garantito nel futuro, essendo noi OPERAI SPECIALIZZATI, come idraulici, termoidraulici, muratori, elettricisti, falegnami, imbianchini e pittori etc…., anche perché non ci sono impiegati provinciali che si occupano della manutenzione, con l’esito che le nostre strutture versano in condizioni fatiscenti non degne di uno stato civile, che versano nello stato dell’abbandono totale”.

“NOI OPERAI CI AUGURIAMO che nessuno si assurga a decisore delle nostre vite perché siamo Lavoratori e Lavoratrici che hanno la sola sfortuna di essere considerati di serie B”.

“Allora proprio per tutto ciò abbiamo deciso di agire, Gent.mo Commissario, per dire BASTA! farcendoci sentire, cominciando con questa LETTERA APERTA, perché stavolta si sta mettendo in dubbio la nostra esistenza e si sta facendo vacillare la nostra serenità e delle rispettive famiglie”.

“Non avendo nulla da perdere, se non le catene della schiavitù, abbiamo deciso di mobilitarci da subito, come oggi rimanendo avanti il palazzo della ex Provincia”.

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