“Si lavori per la fiducia reciproca, non per la sfiducia”. Il Polo Civico: “Respingere chi usa istituzioni a fini personali”

“A metà del mandato della Giunta Ruvolo e dei rappresentanti eletti in Consiglio comunale, superato l’ostacolo di una mozione di sfiducia priva di elementi tecnico-giuridici di inadempienze gravi a carico del Sindaco, occorre comprendere qual è lo stato dell’arte della rivoluzione civica che aveva sancito in modo chiaro, da gran parte di tutti gli schieramenti in campo, la necessità di un maggiore coinvolgimento dei cittadini nella gestione politico-amministrativa della res publica”. Lo afferma in una nota il Polo Civico, a supporto di quanto richiesto dal gruppo consiliare di ICS con l’interrogazione presentata il 14 ottobre 2016 (Azioni amministrative per la istituzione dell’Albo delle associazioni propedeutico all’attivazione delle Consulte) e a seguito del Consiglio Comunale celebratosi il 20 ottobre.

“Il periodo attuale – affermano i coordinatori del Polo Civico – pieno di difficoltà economiche, incertezze e squilibri sino a pochi anni fa inimmaginabili, rende oggettivamente più complesso innescare, nell’ambito dell’azione politico amministrativa, quel cambiamento di modus operandi necessario per ripensare il nostro modello ideale di comunità. Uno dei prodotti più eclatanti di questa condizione è la profonda incrinatura del “patto fiduciario” tra cittadini ed istituzioni”.

“Nessuno di noi, amministratori o semplici cittadini, è immune da responsabilità e ognuno ha il dovere di domandarsi il perché di questa situazione, non da indignati né da rassegnati, ma da cittadini propositivi che hanno a cuore un modello relazionale virtuoso”.

“Con rammarico – prosegue la nota – si deve constatare che ancora giace inevasa in I Commissione consiliare, dopo più di un anno dalla sua trasmissione, la delibera di Giunta sugli strumenti della partecipazione. E’ bene ribadire che presidente della I Commissione è il consigliere Licata che, eletto con la lista PER nell’ambito di “Alleanza per la Città” a sostegno della Giunta Ruvolo, senza rossore oggi è all’opposizione da Segretario provinciale di Sicilia Futura e continua indebitamente a mantenere la sua posizione di capogruppo in consiglio comunale della lista PER, oltre che appunto la predetta presidenza di commissione, unitamente alla consigliera Talluto, pontificando sulla coerenza e sulle inadempienze degli altri. Aver asserito nell’ultima seduta di consiglio che il Programma dell’Amministrazione «è nato morto», è lapsus che denuncia il ruolo da “cavallo di Troia” che i due Consiglieri, figli di una politica anacronistica, per quanto furba, hanno incarnato sin dall’inizio”.

“Urge allora definire con atti amministrativi concreti quei luoghi – fisici e giuridici – nei quali il confronto tra cittadini e amministratori possa essere libero dagli schematismi partitici per poter strutturare un pensiero politico inteso nel più alto significato del termine. La vera rivoluzione non consiste nel rompere o nel distruggere, ma nell’immettere nella società e nella politica uno spirito nuovo, che ridia dignità all’uomo come cittadino ed elettore, con forme di partecipazione nuove almeno per Caltanissetta, ma altrove sperimentate efficacemente già da anni”.

“Per onestà intellettuale si potrebbero sfruttare gli strumenti dello Statuto vigente, per dare la possibilità ai cittadini di orientare le scelte della politica che sugli stessi cittadini ricadono. Da qui le motivazioni della interrogazione consiliare. Inoltre proprio per questo motivo, le intemperanze della platea al Consiglio di giovedì, sono legittime se fondate su una volontà di protagonismo che non si fermi sulla soglia dello scontro politico di parte o, peggio ancora , sugli interessi personali”.

“Il nuovo corso della Giunta Ruvolo e delle rappresentanze in Consiglio comunale, di governo ma non solo, determinerà un cambiamento di mentalità e metodo solo se saprà valorizzare il rapporto tra amministrazione pubblica e cittadini, rifuggendo dall’individualismo di chi pensa di utilizzare le istituzioni a proprio vantaggio personale, e costruendo un clima di fiducia che superi la sfiducia reciproca che spesso causa il rallentamento o l’involuzione dei processi”.

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