Sgomberi a Santa Barbara tremano 162 famiglie. Cos’hanno detto a Tony Accesi i protagonisti

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162 famiglie, occupanti e/o morose con lo IACP, l’Istituto autonomo Case popolari che si è rivolto a un giudice per decretarne lo sgombero. Così è stato stabilito, dando loro 10 giorni di tempo per fare “armi e bagagli”.

Il problema delle occupazioni di case al villaggio Santa Barbara è noto e affonda le radici diversi anni addietro. Adesso con un’ordinanza del Giudice le cose si fanno più complesse, anche perché in attesa ci sono i quasi 200 assegnatari di un alloggio popolare, inseriti in una graduatoria pubblicata nei giorni scorsi dal Comune di Caltanissetta.

Del problema si è occupata la trasmissione “Tony Accesi” di domenica mattina. Tony Maganuco ha intervistato il deputato regionale Gianluca Miccichè che ha la delega proprio alle politiche sociali, l’assessore comunale Piero Cavaleri, due famiglie che hanno ricevuto l’ordinanza di sgombero e il direttore dello IACP di Caltanissetta Calogero Punturo.

Di soluzioni ce ne sono poche e attengono tutte allo stato di emergenza in presenza di un’ordinanza perentoria del Giudice. Le famiglie che abitano questi alloggi di Santa Barbara sono spesso in condizioni di povertà a causa della perdita del lavoro del capo famiglia e sostengono di aver preso in carico abitazioni “topaie”, ammodernandole e ristrutturandole negli anni, molti, a loro spese.

“Ho appreso in queste ore di questa vicenda ed è tra le priorità”, afferma l’assessore regionale al lavoro, famiglie e politiche sociali, Gianluca Miccichè. “Chiamerò il direttore IACP per dare supporto a questa vetenza comune a tutta la Sicilia, frutto di improvvisazione. Spevamo da tempo che sarebbe esploso il caso. Peraltro, nella precedente esperienza in commissione antimafia, ma non è il caso i Caltanissetta, abbiamo avviato un’inchiesta sull’occupazione abusiva delle case, un problema che bisogna risolvere. Da un lato non puoi buttare fuori chi non ha dove andare, dall’altro devi garantire a ciascuno il pari diritto in base alla legge, altrimenti tutti diventano padroni di tutto. Soluzioni si possono trovare, senza scaricabarile”, per Miccichè.

“E’ successo – gli fa eco l’assessore Piero Cavaleri del comune di Caltanissetta – che il tribunale ha emesso uno sfratto esecutivo entro 10 giorni per 162 famiglie morose. Il vero problema non è solo l’emergenza abitativa, quanto l’emergenza lavorativa. Da un calcolo dell’ufficio tecnico, Caltanissetta non ha problemi di abitazioni, le unità abitative sono in eccesso, da 20 a 30 mila cittadini potrebbero avere ospitalità. Il problema è dare lavoro alle persone affinchè paghino l’affitto. Il vero problema sono 8 mila disoccupati che la dicono lunga sullo stato del nostro territorio. Noi ci stiamo organizzando per monitorare tutte le abitazioni da ristrutturare, che sono nel patrimonio del Comune, per poterle dare secondo una strategia di social housing, a nuclei che possano ristrutturale, o allo IACP, che potrebbe intercettare finanziamenti per ristrutturarle e darle in affitto a prezzi calmierati”.

E’ un lavoro non a breve termine, ammette l’assessore Cavaleri. L’unica soluzione potrebbe essere la sospensione dell’ordinanza di sgombero richiesta dalla Prefettura per motivi di ordine pubblico o per morosità incolpevole.

Il signor Cutaia, capofamiglia di un nucleo residente in una di queste case spiega: “da undici anni abito qui. Quando lavoravo in regola, pagavo regolarmente. Da due anni non ho lavoro e posso usare i soldi solo per dare da mangiare ai miei figli, qui hanno tolto pure l’acqua. L’Iacp ci ha tolto l’acqua. Non sappiamo come muoverci, i politici ci possono aiutare, noi avendo famiglia e bambini non sappiamo dove sbattere la testa. I nostri sacrifici sono stati fatti per rendere vivibili case che erano topaie”.

“Non sono un legale – riprende l’assessore Cavaleri – ma credo sia possibile bloccare l’esecuzione dello sfratto sia per motivi di ordine pubblico, sia per morosità incolpevole, ovvero se la persona è morosa non per scelta ma perchè ha perso il lavoro. Informalmente abbiamo chiesto al Prefetto la convocazione di una conferenza di servizi, coinvolgendo il comune e lo IACP, proprio per capire in che termini, da un punto di vista legale, sia possibile bloccare lo sfratto”.

Un altro residente di un nucleo familiare, la sig.ra Capizzi racconta: “ci hanno comunicato che entro 10 giorni dobbiamo lasciare le abitazioni ed a Santa Barbara è scoppiato il panico, con famiglie con bambini e persone che non lavorano. Abbiamo paura, persone che devono uscire di casa ma non sanno dove andare. Noi siamo 4 con una bambina di 14 e uno di 11 anni e mio marito per ora non lavora”

Infine il direttore dello Iacp, Calogero Punturo, che parla di normativa regionale ormai obsoleta. “Noi siamo dipendenti pubblici e dobbiamo rispettare le regole, per me sono da aggiornare, ma adesso sono queste”, afferma Punturo.

“Da un punto di vista amministrativo dobbiamo rispettare le norme che dettano che coloro che hanno occupato alloggi dopo il dicembre 2001 non hanno alcuna possibilità di sanare la propria posizione e quindi devono essere sfrattati. Non può essere un problema dell’istituto, non esiste l’aspetto sociale. Di questo se ne dovrebbe fare carico il Comue che può intervenire in caso di famiglie bisognose per sopperire alle mancanze giustificate e certificate. La Sicilia è indietro, sicuramente. L’Iacp non fa le graduatorie né i bandi, che sono gestiti dai comuni. Noi gestiamo alloggi. Purtroppo la sicilia è indietro perchè c’è grande confusione normativa essendo l’unica regione che applica un decreto del Presidente della Repubblica del 1975, ormai obsoleto e non ha alcuna rispondenza con la realtà attuale. Come Iacp siciliani abbiamo fatto nel 2011 una proposta normativa per dare risposte diverse, nel 2013 un’altra, in atto ci sono confronti con la Regione però con questi cambi assessoriali è stato difficile”.

 

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