Sgarbi condannato a pagare 100 mila euro. Per il Tribunale di Caltanissetta diffamò Caselli

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Il Tribunale di Caltanissetta, al quale spetta la competenza territoriale sulle cause che riguardano i magistrati di Palermo, ha emesso una condanna nei confronti dell’ex sindaco di centrodestra del Comune di Salemi per le offese, datate precisamente 7 Aprile 1995, ai danni dell’allora procuratore della Repubblica del capoluogo siciliano Giancarlo Caselli.

Nel corso di una puntata della trasmissione Sgarbi Quotidiani, all’epoca in onda su Canale 5, l’intellettuale e politico ferrarese aveva espresso giudizi assai duri contro il capo del pool palermitano, come quello di essere responsabile di arresti indiscriminati e indagini poco approfondite, sulla base di un uso eccessivo delle dichiarazioni dei pentiti di mafia e di altre testimonianze acquisite senza la dovuta prudenza. Circostanze che Caselli ha peraltro smentito con le sentenze, come quella su Andreotti, che sebbene in prescrizione, confermò il reato di mafia per l’ex primo ministro della DC.

Caselli, in seguito alla lettura da parte del conduttore del programma pomeridiano della Fininvest di una missiva di un personaggio anonimo, che ipotizzava pressioni subite dal parroco antimafia Puglisi per avere informazioni coperte dal segreto confessionale, aveva sporto querela per diffamazione a mezzo stampa. Il reato principale, alla luce della sentenza emessa nei giorni scorsi dal tribunale siciliano, risulta ormai colpito da prescrizione, ma il risarcimento, stabilito nella misura di 100mila euro, dovrà essere pagato da Sgarbi interamente: così ha stabilito il giudice Antonio Liberto Porracciolo.

In solido col suo dipendente, come vuole la legge in questi casi, sarà anche il datore di lavoro (Rti, ovvero l’attuale Mediaset) a versare una parte della somma dovuta alla parte lesa.

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