"Sexting" e pedopornografia, c'è un indagato a Caltanissetta

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C’è un indagato di Caltanissetta nell’operazione “Sexting” della Polizia postale di Catania, coordinata da Procura per i minori e Procura della Repubblica. L’operazione prende il nome dalla sempre più diffusa pratica tra gli adolescenti di diffondere immagini intime tramite whatsapp. Immagini che a volte, come in questo caso, finiscono nelle mani di persone già indagate per pedopornografia.
Sono in tutto venti gli indagati nell’operazione condotta dal capo della Polizia Postale di Catania, Marcello La Bella e tra questi figura un nisseno. I nomi al momento sono top secret anche perché l’operazione è molto complessa e la diffusione del materiale pedopornografico è avvenuta tramite passaparola.
Tutto è nato da delle foto inviate da una ragazza di 15 anni di Siracusa al fidanzato, poi divenuto ex. Foto intime che il ragazzo ha divulgato ad altri coetanei. La giovane è stata dunque costretta, con la minaccia di diffonderle, a fornire altre foto intime, entrando in uno stato di prostrazione. Per tale motivo uno degli indagati è accusato anche di violenza domestica.
Sono stati i familiari della ragazza a capire che qualcosa non andava e, una volta visti i messaggi (ciò che ne era rimasto perché la ragazza li aveva in parte cancellati da whatsapp) hanno allertato l’associazione Meter di don Fortunato Di Noto che li ha indirizzati alla Polizia Postale.
Un’operazione che mette in luce la pericolosità del “sexting”, molto diffuso tra i giovanissimi, perché le foto una volta inviate possono poi finire in qualunque mano, anche di pedofili o di soggetti indagati per pedopornografia. Perquisizioni sono avvenute in sedici città italiane, tra cui Caltanissetta. Tutti gli indagati sono sotto i 25 anni e molti sono minorenni.

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