Settimana Santa, l’imprimatur del vescovo Russotto. Si alle processioni, no ai fuochi pirotecnici in solidarietà al popolo ucraino

Il vescovo Mario Russotto ha firmato il decreto con cui dispone lo svolgimento delle processioni esterne che caratterizzano i riti religiosi della Settimana Santa a Caltanissetta e provincia.

“Dopo due ami di restrizioni per salvaguardare la salute pubblica, i Vescovi di Sicilia – nella recente sessione del 7-9 marzo u.s. – abbiamo all’unanimità stabilito che qualora il Govemo italiano, il 31 marzo revochi lo stato di emergenza possiamo riprendere le processioni religiose già nella prossima Settimana Santa, a partire dalla Domenica delle Palme. La più Santa delle settimane dell’anno, anche con i nostri tradizionali riti della pietà popolare che caratterizzano l’espressione della fede e della spiritualità del nostro popolo, può certamente essere il tempo propizio per riaccendere la speranza e far germogliare il “desiderio di Dio” e il “desiderio di prossimità”,

nell’esercizio della carità.”, scrive il presule nisseno. Russotto ricorda che i Vescovi siciliani hanno deciso “quale gesto concreto di compassione col popolo ucraino” di rivolgere a tutti l’invito «ad evitare i fuochi d’artificio o le cosiddette “bombe pirotecniche” per le prossime feste pasquali», dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Pasqua.

«Non si possono sparare i fuochi d’artificio mentre uomini e donne, anziani e specialmente bambini sono atterriti dal suono delle sirene e uccisi dalle bombe belliche. In segno concreto di solidarietà, si invita a convertire il corrispettivo dei fuochi pirotecnici in aiuti umanitari ai profughi che saranno accolti nelle nostre Diocesi e nelle nostre Città».

La disposizione del vescovo di Caltanissetta avviene “nel pieno rispetto e nella dovuta osservanza delle nome emanate dal Governo italiano, a partire dalla vigilia della Domenica delle Palme – 9 aprile.

“La ripresa delle manifestazioni religiose esterne sia caratterizzata da una autentica espressione della fede, la cui linfa rimane la Liturgia, affinché si renda sempre presente Cristo Crocifisso e Risorto, unico «simbolo di pace e di speranza, di interiore risveglio, di una nuova primavera. . . tutta a colori, nella quale anche i rami spogli e nudi vedono spuntare piccole gemme di vita».

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