Il servizio di TV7 a Catlanissetta. Abbiamo perso! Siamo piccoli facciamocene una ragione..

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(di Tony Maganuco) E’ cos’è questa rabbia che viene fuori appena in un programma Rai si fa vedere la Caltanissetta che noi tutti vediamo ogni giorno?

immagineE’ questa la realtà. Facciamocene una ragione.

Certo,giornalisticamente è facile andare in qualunque città del mondo, riprendere le periferie, mostrare il degrado e la povertà, Intervistare un paio di persone che non hanno mai parlato in italiano, spiattellare i dati di disoccupazione ed il gioco è fatto. Vinci facile facile.

Ammettiamolo.

A quanti di noi è venuta voglia di mandare una mail alla redazione Rai di TV7 ed esprimere tutto il nostro risentimento per aver presentato Caltanissetta in modo così osceno.

Ma, ammettiamolo: è così

Facciamocene una ragione.

Ed aggiungo: ben vengano questi servizi.

Cos’è, quando la realtà la vediamo raccontata dal forestiero si riaccende l’orgoglio nisseno?

Ma scusate. Cosa ha di diverso quel servizio dai “post” che giornalmente gruppi e cittadini si dilettano a pubblicare sulle pagine facebook con un’acredine ed una cattiveria quasi masochistica, solo per il gusto di prendere 200 “mi piace” e “34” commenti ?

Ho provato a fare un giro sui gruppi facebook di una decina di città italiane.

Anche li ci si lamenta,le tematiche sono similari, ma l’acredine e la cattiveria che si celano dietro le parole che i “saggi” nisseni di facebook scrivono, credetemi non l’ho riscontrata.

Cominciamo, cari nisseni a pensare che facebook non è un bar in cui parlare male di tutto e di tutti e resta tutto lì. Tutto cIò che scriviamo lo può leggere il mondo.

Quel mondo l’ha “captato” TV7. A tutti voi vivissimi complimenti.

Ciò non toglie però che l’amara realtà è quella. Siamo messi veramente male. Facciamocene una ragione.

Siamo perdenti e provo molta rabbia.

Oggi è’ la mia generazione al potere.

Quella generazione figlia degli anni 80, che ha vissuto sotto il vestito del falso benessere , un mondo di sogni. Quella generazione che era inorridita dalla classe dirigente e politica.” Vedrete che faremo appena toccherà a noi….”

Lo storico viale della Regione era covo di idealisti e sognatori di ogni sorta.

E’ il periodo della politica che abbandonava il centro storico, costruiva in periferia per una città da 120 mila abitanti, sistemava un folto gruppo di mediocri cittadini in ogni posticino pubblico disponibile, inclusi, fatto assai grave, quelli di potere per lo sviluppo di una città.

Danni irreparabili.

Facevo parte di quel gruppo di idealisti e sognatori. Ma è finita come canta Gino Paoli. “Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo…”

Non è che il tavolino sia rimasto proprio deserto, ma l’amara realtà è che tutti gli amici del bar che brindavano a sogni ed idee alla fine hanno sfruttato quella politica, si sono sistemati,sono ad i posti di potere vantati per “meriti”e sono le prime sanguisughe che “postano” su facebook il loro sconcerto per il luogo in cui vivono e che della città non gliene frega proprio niente.

Siamo al paradosso, suggellato da una generazione sistemata senza criterio che preferisce perseguire la stessa strada della vecchia politica.

Peccato che c’è un serio problema: non ci sono più soldi ne posti di lavoro pubblici.

Ed allora ci vogliono le idee ed anche qui sorge una domanda spontanea: Mi sapete dire uno, dico un solo progetto di sviluppo a breve, medio o lungo termine che la politica sta attuando?

Nessuno.

Avete per caso visto qualcuno con un progetto visibile in mano spiegare come si vuole chiudere, recuperare, rivoluzionare il centro storico?

Avete per caso visto un progetto visibile sul rilancio dell’università’ o sul recupero delle miniere?

Se per caso manca l’acqua di cui avremmo diritto 24 ore al giorno mi segnalate qualche sommossa popolare?

Mentre l’Anas sulle opere di compensazione ci blinda e prende in giro, oltre chiacchiere ,segnali veri?

Sui grandi temi siamo piccoli…

Un esempio eclatante è il caso Antenna RAI.

Se ne discute da anni. A tony Accesi avremmo fatto una decina di dibattiti.

Ma un dato rimane che testimonia la nostra piccolezza: Avete visto per caso un progetto visibile sul parco antenna?

Premettendo che è un esempio:cosa impedisce di sognare il parco Antenna come luogo di un megalattico parco giochi per bambini pari a disneyland, o il più grande bioparco con musei di ogni sorta, o un anfiteatro da 30.000 posti ed una sala convegni da 5.000 che farebbe di Caltanissetta un vero centro di servizi con una miriade di posti di lavoro diretti ed indiretti?

Certo facile scrivere così, direte, quasi quasi assomiglio a quegli imbecilli che postano le minchiate più colossali su questa città.

Ma ogni progetto parte da un sogno, da un credo. Poi può essere modificato, ingrandito, rimpicciolito, ma da li parte.

E voi comandanti: onorevoli, sindaci, assessori,consiglieri comunali, presidenti di ogni sorta, direttori di ogni perchè,consulenti di ogni come, imprenditori di tutto, dirigenti del dove, prendetevi pure oneri ed onori delle sorti di questa città, prendetevi pure i vostri stipendi, sistemate pure qualche amico al call center per 400 euro, fate riunioni partitiche parlando per 6 ore a chi spetta fare l’assessore, o se destinare il contributo a Tizio o Caio.Fate pure, potere e diritto ve lo consentono.

Per un sogno come l’antenna , c’è tempo. Tanto i nostri figli in qualche modo li sistemiamo, peccato per i nostri nipoti..ma tanto non è un problema mio…cumu vene si cunta…

La mia generazione ha perso. Non sa andare oltre il naso. Ma qualsiasi ruolo abbia, almeno la smetta di alzarsi al mattino e postare su facebook “ma che città di merda”..

Poi non vi lagnate se TV7 trasforma in immagini i vostri “post”.

Diceva Italo Calvino : ” Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.”

E noi viviamo di paure che …..”ci piace”.

Tony Maganuco

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