Servizi Sociali. La lunga replica del consigliere Cigna alle accuse dell'Udc alla giunta Campisi

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Giuseppe CignaLe recenti esternazioni del Consigliere Lo Valvo sulla gestione dei servizi sociali comunali mi inducono ad intervenire nel dibattito apertosi su una materia che ,per il suo forte impatto sociale,non può e non deve essere interessata da zone d’ombra ed incertezze gestionali né tanto meno divenire oggetto di becere speculazioni politiche che nulla hanno a che vedere con i reali interessi della città. Le questioni sollevate sono sostanzialmente riconducibili a tre aspetti : gestione delle procedure di concessione di provvidenze economiche agli indigenti ; rapporto dell’Ente Comune con l’Istituto Testasecca ; attivazione del servizio di Segretariato Sociale con ricorso a professionalità esterne e copertura finanziaria,pari ad euro 100.000,00, determinata dal Consiglio Comunale in sede di approvazione del bilancio 2011. Prima di entrare nel merito delle questioni sollevate, non può non rilevarsi che la trattazione di una materia così delicata non può essere oggetto di  approcci superficiali e poco ponderati e comunque non può prescindere dal rispetto di regole e procedure che la Pubblica Amministrazione, in quanto tale, è comunque tenuta a rispettare. Probabilmente la “vis speculativa”, sempre più vigorosa nei periodi preelettorali, ha avuto il sopravvento sull’esigenza di approcciare costruttivamente, ancorché nel distinguo, situazioni e problematiche estremamente complesse e rilevanti. Viene ad essere attaccato in maniera tanto rumorosa quanto ingiustificata l’Assessore Firrone che, in appena 8 mesi, ha già avviato e consolidato una gestione dei servizi sociali volta a razionalizzare l’uso di risorse sempre più scarse rispetto a situazioni di disagio sempre più grandi.

Per la prima volta, dopo tanti anni, la Direzione dei servizi sociali comunali perviene ad un equilibrio di bilancio tra  voci di entrata e di spesa, soprattutto grazie ad un’intensa e determinata azione di  recupero dei crediti vantati dal Comune e al  ripianamento  di debiti oltremodo datati. L‘Assessorato alla Solidarietà Sociale  ha voltato pagina, non è più un “Bancomat” al quale poter ricorrere in maniera indiscriminata ma ora è una struttura che, disponendo di una banca dati informatizzata e realizzando i controlli incrociati previsti dai protocolli d’intesa con Guardia di finanza ,Inps ed Inail, può intervenire con una visione più organica degli stati di bisogno ed ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili. Quindi assistenza e servizi erogati nella  certezza del diritto e con procedure  trasparenti volte ad evitare ogni forma di deprecabile gestione clientelare del bisogno. Una struttura quindi al servizio di tutti e non dei pochi che hanno la “fortuna” di arrivar prima di altri !  Si contesta che a tutt’oggi, a seguito di una gara non andata a buon fine, non è stato esternalizzato il servizio di Segretariato Sociale per il quale il Consiglio Comunale stanziò nel 2011 la somma di 100.000,00. L’Assessore diviene oggetto di dileggio nonostante abbia assicurato tale servizio con risorse professionali interne e notevoli risparmi di spesa. Sono sicuro che allora il Consiglio Comunale avesse a cuore il servizio di  Segretariato Sociale e non certo aprioristicamente l’esternalizzazione dello stesso.

Ma, a questo punto, la veemenza ingiustificata di certi attacchi induce a chiedersi : tutto ciò, Cui prodest? E’ forse giusto lasciar passare l’idea che l’Ufficio di Collocamento si è trasferito a Palazzo del Carmine?  Mi rassicura la consapevolezza che gli uffici competenti sapranno ponderare bene l’esigenza,  più o meno giustificata, di ricorso a professionalità esterne ed indirizzare l’Amministrazione verso un ottimale utilizzo di tali risorse che sia improntato ai canoni gius-contabili  vigenti e pienamente  rispondente alle situazioni di disagio maggiormente avvertite dalla nostra comunità. Si contesta, altresì, il mancato intervento dell’Amministrazione Comunale per il pagamento di 18 mensilità pregresse ai dipendenti dell’Istituto Testasecca. E’apprezzabile l’interessamento nei confronti di tale istituzione, che è una parte imprescindibile e rilevante della storia della nostra città, purché si comprenda che ,nel caso in specie, il Comune è semplicemente il committente di prestazioni di servizio già pagate e non certamente il datore di lavoro onerato da precise obbligazioni nei confronti dei propri dipendenti.

Fermo restando che la soluzione di eventuali vertenze va ricercata nelle sedi competenti, va ascritto certamente anche  alla politica, ragionata e non semplicemente “urlata”, l’impegno volto ad individuare e promuovere percorsi che possano concorrere al superamento di tali difficoltà. E, proprio al riguardo, non può sottacersi che l’Amministrazione in carica ha già intrapreso un confronto con i rappresentanti legali dell’Istituto al fine di individuare e ,ove possibile, attivare nuove forme di collaborazione che possano essere utili alla città e contribuire così anche al superamento delle  difficoltà che stanno interessando tale struttura. Rispetto a tutto ciò, mi chiedo, quali possono essere i motivi di tanto livore? Forse la sgradita sorpresa di trovarsi innanzi un Assessore che non ha gettato la spugna e con tenacia e determinazione lotta ogni giorno per affrontare al meglio le innumerevoli situazioni di disagio che investono questa città? Tutto ciò non investe anche la responsabilità  di ogni singolo consigliere a prescindere dalle diverse appartenenze? Pensiamo forse  di poter essere apprezzati domani più per le pietre tirate addosso ai nostri avversari piuttosto che per i contenuti e le proposte che avremmo potuto avanzare per il bene della nostra città ? Sotto questo profilo, penso che tante occasioni siano state sprecate ma tante ne restano ancora da poter raccogliere se, con rinnovato impegno, si saprà guardare più agli interessi di questa città che non ai piccoli e meschini interessi di “bottega”. Il dato positivo di tutta questa vicenda è comunque l’aver acceso i riflettori su situazioni di disagio ormai così estese in città da non poter essere ignorate o ancor peggio utilizzate sul terreno della più spregevole speculazione politica. E’ auspicabile, quindi, che alle infruttuose urla ed alle censure di questi giorni possano seguire proposte e contenuti che consentano realmente di alzare il livello del confronto ed allargare i margini di intervento in favore di chi ,e son tanti in città,ha realmente bisogno di aiuto ! Tutto ciò era e rimane un imperativo morale a cui nessuno  può sottrarsi tanto più se ,come nel caso in specie per i consiglieri UDC Lo Valvo e DIERNA, si evoca una tradizione di impegno culturale e politico così fortemente intrisa di valori solidaristici.  Ad maiora, quindi …!

Il Consigliere Comunale  Giuseppe Cigna

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