Serradifalco. Sindaco D'Acquì: "Faccia tosta il Presidente del consiglio: prende indennità, io no"

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Sindaco Giuseppe Maria D'Acquì - SerradifalcoLa mancata convocazione a una riunione di giunta dell’assessore Francesco Valenti del Partito Democratico ha scatenato la crisi politica in seno alla Giunta comunale di Serradifalco, guidata dal sindaco Giuseppe Maria D’Acquì, da cui il PD, dopo quattro anni di governo, ha annunciato di uscire.

Nel fine settimana, una conferenza stampa nella sede del partito di Serradifalco, alla presenza del segretario Giuseppe Gallè e del componente del direttivo regionale, Giuseppe Lucchese, ha suggellato la crisi e le imminenti dimissioni degli assessori PD. Il segretario, Gallè dice del sindaco che “la sua azione amministrativa è inadeguata” e troppo “da solista”. “Il travaglio – dice un dirigente del Pd di Serradifalco, Carmelo Magro Malosso che è anche presidente del consiglio comunale – è iniziato nel dicembre 2012, con la triste vicenda dell’indennità nascostamente percepita dal sindaco”. Il vicesegretario provinciale Giuseppe Lucchese ha denunciato che “Per quattro anni è stato detto che i conti comunali erano in regola. Oggi, che il bilancio di previsione 2013 non è ancora approvato, avvertiamo pesanti ombre”.  Abbiamo quindi raggiunto il sindaco di Serradifalco per ottenere un replica.

sindaco D'Acquì“Si tratta di una iniziativa pretestuosa – spiega il sindaco Giuseppe Maria D’Acquì – che trae le mosse dal conferimento di un incarico ad un ottimo professionista, l’avocato Balistreri, in ragione della necessaria continuità di una vicenda processuale remota nella quale il comune non poteva che confermare la fiducia nello stimato professionista incaricato da oltre vent’anni per rappresentare l’Ente in giudizio. L’uscita del Pd, per motivazioni, è inverosimile. Quando parlano di muro di gomma o mancata partecipazione e coinvolgimento, non dicono ai cittadini l’assenza pesantissima, nell’attività amministrativa, del loro assessore Valenti che in questi due anni è stato completamente assente ed ha disertato il maggior numero possibile di sedute della Giunta municipale”.

“Per quanto riguarda le altre vicende, è veramente risibile la questione dell’indennità di carica del primo cittadino, perchè il presidente del consiglio comunale, con una bella faccia tosta (Carmelo Magro Malosso che venerdì scorso ha imputato alla vicenda dell’indennità del sindaco i rapporti non più buoni con il PD, ndr.), omette di dire che il Sindaco non percepisce l’indennità di carica e che egli nella qualità di Presidente del consiglio comunale, invece, ha percepito e percepisce tutt’ora l’indennità di carica. Come se il problema dell’indennità di carica fosse legato solo al primo cittadino che peraltro non percepisce più tale indennità dal novembre del 2013. Per quanto riguarda agli altri aspetti del bialancio e di altre attività, voglio ricordare che questa amministrazione comunale di cui hanno fatto parte diversi esponenti e assessori del Partito Democratico che oggi si tirano fuori, ha continuamente pagato debiti contratti da altre amministrazioni, cercando di normalizzare i conti che richiedono un ulteriore sforzo. Voglio concludere con una riflessione. Da tempo questi quattro esponenti del PD, sono legati con un detrattore dell’amministrazione comunale. Le dimissioni dell’assessore Valenti, più che rappresentare il divorzio con l’Amministrazione comunale, sanciscono e suggellano il matrimonio o peggio ancora il rapporto incestuoso che il PD di Serradifalco, o “generazione democratica” che dir si voglia, ha realizzato con il geometra Salvatore Alaimo, loro mentore”.

Fin qui il sindaco di Serradifalco, Giuseppe Maria D’Acquì, nella sua replica raccolta dai microfoni di Radio CL1 notizie. Ascolta l’intervista audio

 

 

 

 

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