Sergio Mattarella. Il perché di un uomo con la schiena dritta

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Moroteo puro, originale. Così viene descritto il nuovo Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, che a 73 anni si accinge a svolgere il ruolo di Capo dello Stato. Tutti lo definiscono “Uomo verticale”, con la “schiena dritta”, ma perché?
mattarellaSiciliano, ma romano d’adozione, Mattarella a Palermo è stato anche professore universitario di diritto Parlamentare, mentre in tempi più recenti è stato tra gli estensori del manifesto fondativo del Partito Democratico, prima di decidere di non ricandidarsi nel 2008. Dal 2011 è stato Giudice Costituzionale di nomina parlamentare.
La sua elezione con 665 voti, quasi il quorum dei due terzi, fa di lui il primo Presidente nella storia della Repubblica, familiare di una vittima di mafia.
Sergio Mattarella, come è noto, è il fratello di Piersanti, il presidente della Regione Siciliana ucciso dalla mafia e, come aveva scritto Giovanni Falcone nell’ultima sua inchiesta, da un connubio tra estremisti di destra e mafiosi.
C’è Mattarella dietro l’ascesa di Leoluca Orlando a sindaco nella ormai celebre “primavera di Palermo”. Il nuovo Presidente della Repubblica nel 1984 era stato inviato in Sicilia per mettere argine ad un potere divenuto ormai imbarazzante da parte di Vito Ciancimino e Salvo Lima. E proprio l’appoggio a Leoluca Orlando contribuì a mettere fuori gioco i vecchi schemi.
Ciancimino e Lima, che avevano manifestato tutta la loro preoccupazione per il “nuovo corso” intrapreso dal fratello Piersanti nel 1979. A Tal punto che il pentito Francesco Marino Mannoia racconta di una riunione tra mafiosi di grosso calibro, tra cui Bontade Stefano, a cui partecipò Giulio Andreotti che venne messo a conoscenza del fatto che Mattarella non si sarebbe piegato a certi meccanismi. “Staremo a vedere”, avrebbe detto Andreotti ai mafiosi e dopo due mesi il presidente della Regione morì.
Nel 1990 Sergio Mattarella si dimise da Ministro della Pubblica Istruzione del governo Andreotti quando questi pose la fiducia per l’approvazione della legge cd Mammì che avrebbe regolarizzato la trasmissione sul territorio nazionale delle reti Fininvest di Silvio Berlusconi, fino ad allora fuori legge. “Riteniamo che porre la fiducia per violare una direttiva comunitaria sia, in linea di principio, inammissibile”, si limitò a dire Mattarella prima di presentare le dimissioni.
Ma anche nell’esperienza del Partito Popolare Italiano Mattarella fu uno degli oppositori della linea del segretario Buttiglione che portò il partito sulle posizioni di Berlusconi, considerando “impensabile” l’ingresso di Forza Italia nel Partito Popolare europeo. Successivamente fu tra coloro che sostennero la candidatura di Romano Prodi, la nascita dell’Ulivo e tra i cinque sottoscrittori del manifesto fondativo del Partito Democratico.

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