Sequestrata ex miniera Pasquasia. L’antimafia nissena blocca appalto da 20 milioni

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La Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta ha sequestrato in via preventiva, le aree del sito minerario dismesso di Pasquasia (Enna), interessate da lavori di bonifica affidati alla ditta 1Emme soluzioni ambientali srl.

Gli agenti presidiano la miniera, prendendo il posto dei dipendenti Resais, società che gestisce il personale dell’Ente minerario siciliano, bionda parte posto d’urgenza in ferie forzate.

A fare da corollario al sequestro, un’operazione dei giorni scorsi che ha portato all’arresto di cinque persone trovate con una grossa quantità di rame e di altri rifiuti ferrosi rubati nel sito minerario. Sequestrata pure una somma di denaro trovata all’interno di automezzi provenienti dal casertano sul quale si sarebbe dovuto trasportare il rame.

Le ipotesi di reato va dal traffico illecito di rifiuti tossico nocivi all’associazione per delinquere finalizzata alla frode in pubbliche forniture ed a vari reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica. Nel corso dell’operazione condotta dai carabinieri, in un deposito di Catania sono stati sequestrati quattro autotreni con lastre di cemento amianto provenienti dal sito di Pasquasia. Si potrebbe trattare di amianto da smaltire illegalmente, nonostante un mega appalto per la bonifica di 20 milioni di euro.

Una serie di avvisi di garanzia sono stati notificati ai responsabili della ditta 1EMME soluzioni ambientali s.r.l., ad alcuni responsabili di cantiere e sub-appaltatori e ad altri pubblici ufficiali, che rientrano, appunto, nell’ìappalto vinto per una somma che si aggira sui 20 milioni. Ironia della sorte, si tratta di un appalto della Regione Siciliana, bandito ai tempi del governo Lombardo, scaturito in fretta e furia sulla scia dell’inchiesta della magistratura che incidentalmente scoprì la presenza di enormi quantità di rifiuti speciali e amianto. In quell’occasione, a far scaturire l’allarme, in mega versamento di olio dielettrico dai macchinari che inquinò anche le falde acquifere.

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