Separazione carriere. Proposta di legge depositata, parte la raccolta firme. L’avvocato Bellini referente per la Camera penale

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Sulla separazione delle carriere in magistratura, tra organi requirenti e giudicanti parte una campagna nazionale dell’Unione delle Camere penali italiane, a seguito del deposito presso la Corte di Cassazione della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare dal titolo “Norme per l’attuazione della separazione delle carriere giudicante e requirente della magistratura”.

Referente per la camera penale nissena è stato nominato l’avvocato Massimiliano Bellini, già componente del direttivo.

La raccolta firme, come spiega il presidente della Camera penale di Caltanissetta, l’avvocato Walter Tesauro, “è finalizzata ad acquisire le opinioni di tutti gli avvocati ed operatori del diritto, nonché dei cittadini circa l’assenso o il dissenso rispetto alla divisione delle carriere, tra l’organo requirente e giudicante”.

Saranno allestiti alcuni banchetti di raccolta sia all’interno del Tribunale di Caltanissetta che in alcuni punti della città in modo che anche i cittadini possano offrire il loro contributo quali destinatari della tutela dei diritti .

“Per fare ciò – spiega l’avvocato Bellini – è necessario intervenire sulle norme del Titolo IV della Costituzione, per separare la magistratura giudicante da quella requirente. La separazione delle carriere diventa quindi ineludibile per dare piena attuazione al giusto processo e per rendere coerente il testo costituzionale che, in alcune parti, come quelle che con questo progetto di revisione costituzionale si intendono modificare, fu ispirato dal modello inquisitorio all’epoca vigente”.

“Essa – prosegue – rappresenta una tappa fondamentale verso un sistema che maggiormente garantisce i cittadini, ma anche gli stessi magistrati”.

“È questa, peraltro, una valutazione sostenuta autorevolmente dallo stesso Parlamento europeo che in una delibera relativa al rispetto dei diritti umani nell’Unione europea afferma, tra l’altro, che «è anche necessario garantire l’imparzialità dei giudici distinguendo tra la carriera dei magistrati che svolgono attività di indagine e quella del giudice al fine di assicurare un processo giusto». I nostri giudici e pubblici ministeri – conclude l’avvocato Bellini – non solo sono reclutati con lo stesso concorso e possono spostarsi da una funzione all’altra, appartengono alla stessa associazione sindacale e alle stesse correnti associative, eleggono congiuntamente, per il tramite di organizzate campagne elettorali, i loro rappresentanti al CSM”.

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