“Senza una visione lo sport non attrae sviluppo”. Licata: “ci vuole programmazione”

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(di Salvatore Licata) C’è un bel libro dal titolo “Oltre il volo del gabbiano”, edito da Lussografica e scritto da Luigi Spitali, raffinato sociologo nisseno, che dentro una storia di successi sportivi di un gruppo di siciliani della nostra Provincia, introduce i concetti di socialità, di identità, di speranza che lo Sport porta con sé.

Il racconto, infatti, solo apparentemente di tipo narrativo, ma più appropriatamente appartenente alla categoria dei saggi, dimostra che lo sport svolge una ineguagliabile funzione aggregante contribuendo a rafforzare l’identità di una collettività.

I successi sportivi riportati nella storia rappresentano la metafora di una speranza che può essere realisticamente coltivata anche in una Terra come la nostra, associata spesso più ai vinti che ai vincitori, più alla rassegnazione che all’ottimismo.

Quell’ottimismo che oggi manca al mondo sportivo nisseno, abbandonato a sé stesso da una Politica che forse ha mancato di sensibilità e di conoscenza.

Eloquenti sono gli unanimi e ripetuti gridi di allarme delle società sportive, dal calcio al rugby, dalla pallavolo all’atletica, che non sono messe nelle condizioni minime di poter operare. Basti pensare, ad esempio, che le società sportive, per usufruire degli impianti, pagano un canone orario senza ricevere i servizi minimi necessari.

Significativo è anche lo stato dell’imponente impiantistica sportiva che risulta totalmente fatiscente. È di pochi giorni fa una giusta denuncia sullo stato del Palamilan, come è evidente a tutti il degrado all’interno dello stadio Tomaselli, con un rettangolo di gioco ridotto ad un campo per il pascolo delle pecore, ad una pista di atletica adatta più ad una gara campestre ed a spogliatoi spesso senz’acqua e privi di cassetta del pronto soccorso.

I fatti dimostrano che manca una visione dello sport come strumento di sviluppo socio-economico e, quindi, anche come volano di un turismo a cui credo fermamente.

Un esempio per tutti. Pensiamo come attrattiva potrebbe diventare la Città di Caltanissetta per la sua centralità se solo fosse dotata di una pista di atletica fruibile ed omologata per gare quanto meno di livello regionale.

Immaginiamo, inoltre, se oltre all’attuale pista vi fosse anche una piccola pista di soli cento metri al coperto, perfettamente realizzabile alle spalle della gradinata. Caltanissetta, in questo modo, diventerebbe punto di riferimento per l’atletica leggera, non solo in Sicilia, ma addirittura in tutto il Meridione d’Italia.

Ciò non è impossibile, richiede solo programmazione, progettualità, capacità di sfruttamento dei bandi destinati all’impiantistica sportiva e, prima ancora, visione d’insieme dell’universo Sport.

Ma la concreta realizzazione della predicata centralità di Caltanissetta è un’altra storia, per adesso consiglio al Sindaco e all’Assessore allo Sport e al Turismo la lettura di un bel libro scritto da un nisseno, chissà che possa essere ispiratore di buoni propositi.

Salvatore Licata

Consigliere comunale

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