Senza tutele, neanche in tempo di covid. I vice procuratori onorari sospendono le attività dal 2 al 15 gennaio

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Con una nota trasmessa al procuratore della Repubblica di Caltanissetta, I vice procuratori onorari annunciano la sospensione delle attività dal 2 al 15 gennaio 2021. E’ lunga la lista di motivazioni che hanno accresciuto il malcontento di una categoria che già in tempi pre covid era l’unica del pianeta Giustizia a non avere tutele.

“Come noto i sottoscritti non godono di alcuna tutela assistenziale né di adeguata copertura assicurativa a carico del Ministero, datore di lavoro – scrivono nella nota -. Tale condizione – già di per sé anomala ed illegittima-, è divenuta insostenibile a causa della situazione emergenziale in essere che ormai perdura, ad ondate successive, dal marzo 2020”.

Risulta infatti “che già alcuni colleghi a livello nazionale hanno contratto il virus ed altri sono in quarantena/isolamento fiduciario in attesa di test antigenico o molecolare essendo venuti a contatto con soggetti risultati positivi. L’assenza di qualsivoglia tutela previdenziale ed assistenziale, che già da tempo ha fiaccato la pur sempre assicurata dedizione all’incarico ricevuto di amministrare la giustizia di prossimità, non è ad oggi più tollerabile anche alla luce dello scoramento ingenerato dai primi arresti della giurisprudenza di merito che ha inteso del tutto ignorare la portata storica della sentenza CGEU UX negandone ogni concreta applicazione nel panorama giudiziario nazionale”. Il riferimento è ad una recente sentenza della Corte di giustizia europea che stabilisce che giudici di pace, giudice onorari di Tribunale ed vice procuratori onorari sono lavoratori a tempo determinato e come tali hanno diritto non solo alle ferie retribuite , ma a tutti i diritti giuslavoristici previsti per i magistrati professionali.

“Neppure la pesante crisi economica indotta dalla diffusione pandemica ha sensibilizzato il legislatore a provvedere a riconoscere ai magistrati onorari quelle previdenze tanto più necessarie quanto più rivolte ad una categoria di lavoratori il cui corrispettivo a fronte dell’attività lavorativa è direttamente connesso ad ogni singola prestazione resa”, spiegano gli autori della nota anche a fronte della riduzione dell’attività a causa della pandemia.

I vice procuratori onorari ritengono quindi “pregiudicato il riconoscimento del diritto alla salute, oltreché ad una minima dignità lavorativa, valori costituzionalmente garantiti”.

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