Scuole e università, la girandola di trasferimenti di sedi crea tensioni. Bruzzaniti: “Vicenda assurda, c’erano alternative”

La giunta comunale di Caltanissetta ha ufficializzato con una delibera la collocazione della facoltà di medicina nei locali dell’ex scuola media Capuana di via Re d’Italia. L’atto assegna al consorzio universitario i locali che ospiteranno dal prossimo anno accademico gli studenti di medicina attualmente allocati in un padiglione del Cefpas che dovrà essere ristrutturato. Altri corsi di laurea saranno invece spostati nell’immobile di via Real Maestranza che già in passato ha ospitato i corsi di ingegneria elettrica. Il centro provinciale di istruzione per adulti Cpia si sposterà invece dalla Capuana in un piano della scuola San Giusto in viale Regina Margherita e in parte in un altro plesso scolastico a Santa Flavia.

Sulla vicenda è intervenuto i consigliere di Fratelli D’Italia Gianluca Bruzzaniti che in una nota ha messo in evidenza le criticità di tale scelta che penalizza gli alunni della San Giusto. Di seguito il testo.

In data 7 giugno scorso il sottoscritto, presidente della V commissione consiliare, avente delega alla scuola, unitamente ai componenti della stessa commissione, ha incontrato la Dirigente Scolastica dell’istituto Vittorio Veneto, prof.ssa Laura Zurli unitamente al Direttore dello stesso istituto Sergio Averna, per discutere sulle problematiche del plesso San Giusto, in capo all’Istituto sopra menzionato.

Gli ospiti hanno fatto un excursus di quanto accaduto negli ultimi anni, comunicando che, nel 2015, data di istituzione del CPIA, non avendo la stessa locali, si convenne con il Comune, di concedere per un anno l’uso di 4 locali al secondo piano per consentire al CPIA di iniziare la propria attività. Per far questo la scuola ha dovuto rinunciare ad un locale refettorio, alla sala video proiezione e psicomotricità dell’infanzia, alla sala prof.ri e ad accorpare due laboratori in uno.  Inizialmente la scuola secondaria era allocata al secondo piano, ma vista la commistione di bambini dai 10 ai 13 anni con gli adulti del CPIA da i 16 anni in su e oltre i 50 (per il 90% stranieri) e dopo diversi furti perpetrati (di cui vi sono le regolari denunce), durante la sospensione didattica delle attività nelle ore serali dell’Istituto, si è stati costretti a spostare le classi della scuola secondaria al piano terra (stesso corridoio con gli alunni dell’infanzia). Nel piano secondo si è alzata una barriera in alluminio e collocato un sistema di allarme che garantisse persone e cose. E si è provveduto a realizzare n. 3 laboratori in uso (vista la mancanza di locali) sia alla primaria che alla media. 

Nel 2018 al CPIA sono stati concessi altri locali nel plesso della Capuana.

l perdurare di tale situazione si è aggravata negli ultimi di anni di pandemia, in quanto a fronte di richiesta di maggiore distanza tra gli alunni, non avendo locali disponibili per consentire attività con piccoli gruppi, gli alunni sono stati costretti a non poter realizzare attività laboratoriali necessari negli orari pomeridiani considerato che la giornata didattica è di 8 ore giornaliere. La mancanza adeguata dei locali refettori costringe l’istituto ad effettuare due turni mensa con disagi enormi in quanto il pasto arriva confezionato da altro plesso e prima di essere distribuito al secondo turno passa mediamente 3 ore dalla loro preparazione.

I consiglieri hanno concordano con l’Istituto Comprensivo la necessità di dovere assicurare una didattica sicura, completa e corretta che permettesse agli alunni che vanno dai 3 anni ai 13 anni di potere vivere e studiare serenamente e con gli strumenti e locali idonei alla loro crescita umana e scolastica, garantendo al CPIA dei locali propri con destinazione che siano all’altezza del rispetto e della valorizzazione di tutte le persone e dell’importante ruolo che esso rappresenta nella città, così come auspicato dal direttore Averna.

Oggi l’amministrazione comunale e in pompa magna comunica alla cittadinanza di di aver deliberato lo spostamento del CIPIA dai locali dell’Istituto Capuana presso l’Istituto Scolastico di Santa Flavia, integrando gli spazi mancanti con altre aule che verranno sottratte al plesso San Giusto.

In mezzo a tutta questa confusione e traslochi vari, l’amministrazione che si professa sempre attenta ai bisogni della città, sta manifestando totale disinteresse verso la città ed i suoi bambini, non curandosi delle esigenze organizzative e di sicurezza manifestate dalla dirigenza per il plessoSan Giusto.

La vicenda sembra ancora più assurda se teniamo conto che, oltre agli enormi problemi che perdurerebbero presso l’istituto San Giusto, anche il CIPIA continuerebbe ad essere frastagliata fra strutture diverse, complicandogli la vita dal punto di vista organizzativo e privandolo di una sua identità strutturale.

Forse Sindaco ed assessori non sanno che presso l’istituto di Santa Flavia, alcune aule sono utilizzate da un centro di formazione privato ( e ci sarebbe da capire secondo quali accordi e contratti), e che le stesse potrebbero essere utilizzate per destinare un intero piano al CIPIA, risolvendo i problemi dei bambini della San Giusto, ridando dignità al CIPIA, e soprattutto senza arrecare difficoltà alla Santa Flavia, in quanto sarebbe utilizzato un intero piano, completamente separato dall’istituto scolatico.

In alternativa si poteva, e si potrebbe ancora, valutare la struttura del vecchio ospedale Vittorio Emanuele, per il quale il consiglio aveva gia deliberato lo spostamento dell’università, o amcora valutare i locali dell’ex condotta medica agli Angeli.

Ma forse tutto ciò sarebbe troppo semplice da realizzare per un’amministrazione che preferisce, invece, enfatizzare le problematiche, raccontando poi alla città gli enormi sacrifici fatti per risolverle.

Commenta su Facebook