Scuola, test Invalsi a rischio boicottaggio. Oggi prove per alunni delle elementari, ma c'è l'ammutinamento dei genitori

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Scatta l’ora delle prove Invalsi nella scuola italiana, ma la protesta che monta contro il DDL “Buona Scuola” rischia di mandare in fumo le prove. In coincidenza con lo sciopero di insegnanti e personale ATA proclamato dai Cobas, infatti, si è propagata tramite il passaparola tra i genitori e gli studenti l’idea di boicottare il test Invalsi e non portare a scuola i bambini. Una protesta che sembra aver attecchito in numerose scuole primarie nissene dove i genitori hanno deciso in tal senso. Tra le altre scuole si segnalano assenze in massa alla San Giusto, Angeli e Santa Barbara, in quest’ultimo caso con nutrito presidio di genitori all’ingresso della scuola. Anche alla Don Milani i genitori hanno deciso di non mandare i figli a scuola per protesta e così in numerose altre scuole del capoluogo.
examAlle manifestaizoni di ieri, per lo sciopero generale della scuola indetto da Cgil, Cisl e Uil, si è infatti realizzata la saldatura tra insegnanti studenti e soprattutto genitori. Tanti quelli presenti nei cortei e altrettanti coloro che hanno solidarizzato nei social network.
E proprio dai social network si è levato il tam tam per boicottare le prove invalsi con intere classi pronte a saltare la scuola.
Secondo studenti e una parte di insegnanti, le prove Invalsi rappresenterebbero “un modello educativo nozionistico e penalizzano la didattica basata su confronto e analisi critica”. Secondo altri, però, le prove Invalsi, essendo anonime, rappresentano uno strumento per conoscere i progressi complessivi di una scuola ma soprattutto abituano i ragazzi ad affrontare le batterie di test con cui in Italia, in Europa e nel mondo ormai avvengono le selezioni all’Università e nel mondo del lavoro. Altro punto critico è l’anonimato. I test sono anonimi, ma c’è un codice riconducibile ad ogni alunno che svolge la prova, da qui lo slogano contro le prove Invalsi “valutati, non schedati”.
Oggi oltre un milione di bambini della scuola primaria (per l’esattezza 1.117.900) non faranno storia, geografia o educazione motoria ma il test che ogni anno viene somministrato dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione.
Per la prima giornata saranno coinvolte 7.776 scuole elementari: tra queste 748 saranno considerate scuole campione e vedranno gli osservatori dell’Invalsi in campo a monitorare la situazione. Ad essere sottoposti al test saranno 29.586 bambini di classe seconda (1.469 quelli delle scuole campione) che dovranno affrontare la prova preliminare di lettura oltre a quella di italiano che sarà fatta anche per 29.612 alunni della quinta.
I bambini delle seconde effettueranno prima la prova preliminare di lettura a cronometro della durata di due minuti effettivi e successivamente la prova d’italiano che potrà essere svolta in quarantacinque minuti. Dalle undici partirà il test nelle classi quinte che avranno un’ora e quindi minuti a disposizione dopo aver letto le istruzioni. Giovedì, sempre per le stesse classi della primaria, sarò la volta della prova di matematica. Un lavoro notevole anche per gli insegnanti che dovranno seguire il “manuale del somministratore” attenendosi, come vi è scritto nel documento elaborato dall’Invalsi, “in maniera precisa e rigorosa alle procedure” che prevedono, per esempio, persino la risposta da dare a qualunque richiesta d’aiuto: “Mi dispiace ma non posso rispondere a nessuna domanda. Se ti può essere utile, rileggi le istruzioni e scegli la risposta che ti sembra migliore”.

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