Scuola. La guerra tra insegnanti Precari e Sovrannumerari voluta dal Governo. In Sicilia a rischio 4 mila posti di lavoro

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Classe ScuolaLa vicenda dei 10 mila insegnanti sovranumerari che il ministero della pubblica istruzione con una circolare intende riconvertire al sostegno, sembra rappresentare in modo plastico lo scempio prodotto da una riforma incompleta, per molti sbagliata, come quella Gelmini della scuola e un governo, quello Monti, che intende applicarla, ma con le sue idee, diverse dalla prima. Sono numerose le proteste e le perplessità nel mondo politico e sindacale, circa l’intenzione del ministro Profumo, di riconvertire al sostegno tali docenti a tempo indeterminato, attraverso un corso di formazione prevalentemente on line. Il passaggio di questi insegnanti al sostegno, determinato dagli accorpamenti della riforma Gelmini, lascerebbe fuori i docenti precari che già insegnano sostegno da diversi anni. In Sicilia migliaia di unità, i Cobas e le Rdb parlano di circa 4 mila,  se venissero sostituite dagli insegnanti di ruolo, rappresenterebbero altrettanti posti di lavoro persi.

Alessandro Pagano Sulla questione il deputato del Pdl, Alessandro Pagano, ha presentato una interrogazione al Ministro Profumo. “Risulterebbe ingiusto che gli insegnanti di sostegno precari con titolo di specializzazione di sostegno, possano venire sostituiti già dal 1° settembre 2012 da personale in esubero scarsamente qualificato perché in possesso del livello base”, perché “i docenti di sostegno precari, da decenni, sono inseriti in una graduatoria ad esaurimento che dovrebbe determinare una progressione” e non un suo blocco. Pagano chiede di ritirare il decreto ministeriale e che le cattedre incomplete vengano integrate con ore da assegnare ai sovranumerari, che possono essere impegnati anche in altre attività come laboratori, biblioteca o nei progetti contro la dispersione scolastica o nei progetti europei.

“I sindacati a che gioco stanno giocando?”, scrivono in una lettera aperta gli insegnanti di sostegno che accusano che “ad oggi, tranne i Cobas, l’USB e qualche timido intervento della CGIL e della FGU-Gilda, le altre sigle non hanno speso una sola parola volta a tutelare i diritti dei precari lavoratori della scuola; eppure, anche questi ultimi sono iscritti ai suddetti sindacati ed hanno pari dignità di lavoratori rispetto a chi ha la fortuna di avere un contratto a tempo indeterminato. Attendiamo le dovute risposte a queste domande e soprattutto un chiaro, inequivocabile segnale da parte delle forze politiche, che dovrebbero riprendere in mano lo scettro del potere che il popolo, democraticamente, ha dato loro, e chiedere il ritiro del decreto direttoriale n°7 del 16 aprile 2012 e l’elaborazione di soluzioni alternative nell’interesse di tutti: docenti soprannumerari, docenti di sostegno di ruolo e precari e, soprattutto, alunni con bisogni speciali”.

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