Scontro tra sindacati su gestione Cie. Tagli al budget per Pian del lago.

396

La Funzione Pubblica della Cisl  appare isolata nella protesta contro la società Auxilium che ha vinto il nuovo appalto per la gestione del centro di accoglienza per migranti, CARA, di Pian del Lago, sostituendo la storica cooperativa Albatros che l’ha gestito e organizzato dagli albori. Il Ministero dell’interno, adesso guidato dal ministro Angelino Alfano, ha tagliato il budget della gestione di 1 milione e trecento mila euro l’anno. Così, mentre il ministro commemora i profughi morti, taglia le risorse all’assistenza per i profughi e richiedenti asilo vivi.

In un momento in cui si parla di maggiore assistenza da garantire ai profughi, dopo i tragici fatti di Lampedusa, e addirittura di modificare la legge Bossi Fini, lo Stato riduce i finanziamenti per gestire il centro di Pian del Lago, uno dei più grandi d’Italia, in cui negli ultimi mesi si sono verificate rivolte, risse e contrapposizioni etniche, proteste plateali e occupazioni. Fatti che richiederebbero una maggiore attenzione delle istituzioni e risorse compensative per la città di Caltanissetta a partire dal numero e dalla qualità dei posti di lavoro e delll’indotto economico che la presenza del CARA di pian del lago dovrebbe garantire.

Di fronte ai tagli, i sindacati si sono spaccati. La Cgil e la Uil, pur a malincuore, hanno firmato un accordo, firmato dal 80% dei lavoratori del centro, per mantenere i posti di lavoro con una forte riduzione dell’orario e quindi dello stipendio (e quindi dell’assistenza e della sicurezza) degli operatori da 36 a 30 ore. La FP Cisl, invece, ha disconosciuto quell’accordo avviando lo stato di agitazione.  Ma adesso il segretario della FP Cisl, Gianfranco Di Maria è isolato. Cgil e Uil in una nota, gli contestano di fare la “prima donna”, e firmano un documento insieme a un rappresentante della Fisascat Cisl, a voler rimarcare la posizione solitaria del segretario della funzione pubblica dello stesso sindacato Cisl.

Questa di seguito la nota di Cgil e Uil insieme a Fisascat Cisl.

“Dopo aspri e serrati confronti con la Cooperativa ATI- Auxilium affidataria dei servizi di accoglienza per gli immigrati dei Centri Governativi di Pian del Lago, la CGIL e la UIL rappresentate rispettivamente da Luisa Lunetta, Angelo Gallo e da Giusy Strazzeri sottoscrivevano con moderata soddisfazione l’unico accordo possibile per mantenere i livelli occupazionali anche se con una piccola riduzione di orario per tutti i lavoratori ( da 36 a 30 ore settimanali ) e creare le condizioni per una partenza efficiente del servizio”.

“Alle condizioni date non si poteva fare di più stante che la riduzione dell’importo dell’appalto, addirittura di circa 1.300.000 euro all’anno in meno rispetto all’appalto precedente, avrebbe potuto comportare una drastica riduzione del numero degli operatori oltre che ad una più consistente riduzione del monte ore complessivo”.

“Non un accordo trionfante, ma certamente un accordo importante che ha evitato sofferenze a molti lavoratori già nella lista dei possibili licenziamenti e impedito un immobilismo che avrebbe potuto danneggiare il già precario servizio da erogare agli immigrati”.

“Peraltro la clausola prevista nell’accordo di rivedersi tra 60 giorni al fine di valutare le condizioni organizzative e di servizio per eventuali spazi di miglioramenti contrattuali e, quindi,anche di aumentare le ore di lavoro agli operatori mette in sicurezza la funzionalità dell’affidamento del servizio e la serenità lavorativa degli stessi operatori”.

“Non senza sottolineare che la posizione della CGIL e della UIL è stata decisa a stragrande maggioranza ( 80%) nelle numerose assemblee dei lavoratori che in primis chiedevano con forza la tutela tutti i livelli occupazionali, obiettivo che è stato raggiunto in pieno unitamente all’obiettivo non secondario di riconoscimento della anzianità pregressa. Infatti tutti i 106 lavoratori transiteranno in toto nella nuova azienda senza nessun periodo di prova e con il relativo riconoscimento della professionalità. IN PAROLE POVERE SONO STATI SALVATI TUTTI I LAVORATORI”.

“La CISL, Funzione Pubblica, come riportato con grande evidenza dalla stampa locale, non ha voluto sottoscrivere il predetto accordo. Ognuno è libero di esprimere la propria posizione. E tuttavia pur non volendo giudicare non si può non rilevare che la predetta Organizzazione non ha voluto accettare l’orientamento della maggioranza dei lavoratori assumendosi di fatto la responsabilità di rompere l’unità sindacale”.

“Siccome è troppo facile chiedere la luna e, quindi, illudere i lavoratori non vorremmo che dietro l’apparenza di una difesa più intransigente dei lavoratori ci fossero altri motivi legati ad aspetti di politica politicante o di fatuo movimentismo che richiama alla memoria l’agire della “prima donna”.

Commenta su Facebook