Sciopero dei medici di medicina generale. In studio a “La Ricarica” il segretario della Fimmg Salvatore Pasqualetto

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I medici italiani sciopereranno mercoledì 16 dicembre e già si preparano alla protesta per i prossimi mesi con altri scioperi, probabilmente 2 giorni, da decidere a gennaio. Due milioni le prestazioni che salteranno per la protesta in tutta Italia a cui hanno aderito tutte le sigle.

A parlarne in studio, a Radio CL1, il segretario della Federazione italiana medici di medicina generale, Fimmg, Salvatore Pasqualetto, domani, martedì 15 dicembre alle 11,30 nella trasmissione “La Ricarica” di radio CL1 ai microfoni di Maurizio Diliberto.

Questa la piattaforma della manifestazione che si svolgerà in tutta la Penisola con 24 ore di sciopero.

1. apertura dei tavoli di contratto e convenzioni, non a costo zero, per valorizzare, dopo 6 anni di blocco, la fatica e la responsabilità del lavoro professionale, strumenti di governo ed innovazione e sedi di cambiamenti;
2. abolizione del comma 128 della legge di stabilità, che depaupera la contrattazione aziendale di risorse storiche;

3. approvazione di un piano di assunzioni e di stabilizzazione di precari, che affronti la normativa europea sull’orario di lavoro, evitando il pagamento di pesanti sanzioni alla UE, e la gobba demografica, che vedrà uscire dal lavoro attivo 13000 medici nel prossimo biennio;
4. avviamento del confronto sull’articolo 22 del patto della salute, per rimediare alle condizioni mortificanti e marginalizzanti di esercizio della professione;

5. aumento della sicurezza delle cure per cittadini ed operatori, attraverso una legge organica, già approvata da non trasformare in spezzatini vaganti nel mare della giurisprudenza italiana;

Le categorie professionali sono parte della soluzione alla crisi di sostenibilità del sistema sanitario, per contenere i costi e migliorare efficacia ed efficienza. Se, invece, si vuole cambiare pelle al SSN, noi non ci stiamo, e continuiamo a ritenere necessaria una infrastruttura civile come la sanità pubblica, che non si salva se non insieme a chi ostinatamente continua a tenerla in piedi.

6. riforma delle cure primarie, nel rispetto del valore del lavoro e della dignità dei medici, per favorire la integrazione del territorio con l’ospedale e un concreto rilancio della prevenzione.
7. cancellare la subordinazione della rete ospedaliera e territoriale alle facoltà di medicina, prevista dalla legge di stabilità.

 

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