Schifani e Pagano per il PDL. "Complotto finanziario contro Berlusconi". "Noi oggi unici coerenti".

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Pagano Schifani CAmpisiSi è tenuta venerdì pomeriggio all’auditorium del Liceo Scientifico A.Volta di Caltanissetta la convention di apertura della campagna elettorale del PDL per il territorio nisseno nella circoscrizione Sicilia occcidentale alla presenza, tra gli altri, del deputato uscente della Camera e ricandidato al 5° posto nella lista PDL, Alessandro Pagano e del presidente del Senato, seconda carica dello Stato, Renato Schifani. Intorno alle 18 e 45 Schifani ha fatto il suo ingresso all’auditorium, salutando alcune rappresentanze istituzionali come il Prefetto Carmine Valente, prima di spogliarsi dell’abito formale della carica dello Stato e dare il via alla campagna elettorale con una propaganda incentrata sul complotto internazionale e finanziario ordito ai danni del governo Berlusconi, per impedire di far proseguire al Cavaliere un’azione coerente e coesa, stringendo il governo italiano di centrodestra in una tenaglia tra la banca centrale tedesca e la banca centrale europea.

Sul quadro politico Schifani ha detto che oggi “le coalizioni si fanno l’amore a distanza con contraddizioni al loro interno ma non intendono parlare di future alleanze prima del voto. Questo la dice lunga sul trasformismo. Dicano chiaramente Bersani e Monti con chi si alleeranno dopo le elezioni. Noi con nessuno siamo molto chiari su questo”.

In tema di economia, a margine e prima dell’inizio della convention, Schifani ha detto ai giornalisti “Puntiamo alla crescita economica mentre nell’ultimo anno Renato Schifani Alessandro Pagano PDLabbiamo assistito a recessione con la pressione fiscale aumentata come soluzione a tutti i problemi. Bisogna rilanciare i consumi e detassare gli oneri fiscali per coloro i quali assumono giovani e forze lavorative nuove. Infrastrutture per il mezzogiorno che consentano di guardare con fiducia nel futuro”. “Io – ha detto il presidente del Senato Renato Schifani – sono nato con il bipolarismo e di fronte all’ipotesi della sua fine io spero che non succeda. Gli italiani vogliono sapere, dopo che decidono con il voto, chi li governerà per cinque anni. Alleanze come quella di Bersani con Monti farebbero precipitare il paese nell’instabilità e nella speculazione dei poteri forti”. E proprio contro i poteri forti, bisogna “affermare il nostro essere Europa rivendicando i nostri principi. Tra questi che la Bce sia un erogatore di ultima istanza, come in Usa la Federal Reserve che ha salvato quel grande paese da una crisi terribile causata dai subprime di Lheman Brothers e in quel caso sono stati erogati 700 miliardi di dollari che hanno protetto il potere d’acquisto degli americani e oggi in Usa il Pil cresce e i consumi crescono e noi crediamo che questo possa essere fatto in Europa”.

La seconda carica delo Stato, accompagnato da una folta schiera di agenti e scorta, in tema di astensionismo (al 51% alle scorse elezioni regionali di fine ottobre), ha affermato di “confidare sul fatto che i siciliani, dovendosi decidere il governo del Paese, facciano la loro parte, qui si tratta del loro futuro e dei loro figli”.

La StampaInno di Mameli, tutti in piedi, dalle prime file si scorgono i volti noti di consiglieri comunali, assessori della giunta del capoluogo come Milazzo, Firrone e Calafato, consiglieri come Bellavia, Nicosia e Ilario Falzone, per citarne alcuni e rappresentanze di enti locali di tutta la provincia, oltre a Rudi Maira, alleato del Cantier ePopolare e candidato al Senato, Giovanna Candura, Manuela Cigna.

“Mi sento onorato, Schifani non è solo il presidente del Senato ma anche un amico di Caltanissetta”, ha esordito tra gli applausi di circa 600 persone il deputato Alessandro Pagano.

“La presenza di tanti di voi è inaspettata visto il maltempo e la giornata atipica e mi da conferma che abbiamo fatto bene a fare questo incontro. Una giornata che deve lasciare il segno perchè il dato di questa campagna è che ognuno di voi deve essere protagonista positivo del messaggio da trasmettere con forza. Non basta uno splendido Silvio Berlusconi o un eccellente Renato Schifani o qualcun altro che si impegna – ha detto Pagano – per vincere ognuno di voi deve essere protagonista nel suo microcosmo, animatore e promotore del messaggio”.

“L’Italia – ha detto Pagano, che nella legislatura ormai agli sgoccioli è stato capogruppo del PDL in commissione Finanze – sta vivendo un momento difficile che non è frutto di casualità ma di un progetto teso a renderla debole e noi ci accreditiamo tra coloro che in questo momento tanto possono fare, per energia e valori, per salvare questo paese. Di fronte a una stampa e a un potere complessivo nazionale e internazionale spaventosi, noi siamo gli unici con le carte in regola per un progetto di governo che possa far risalire questo Paese. Chi ha governato fino ad oggi, come Monti, ha goduto del cento per cento della stampa e dei favori internazionali, è la prova concreta che questa ultima pagina di storia doveva essere significativa per cambiare i destini dell’Italia in una fase di cambiamento. Ma il fatto stesso che Monti rappresenti una parte politica che rappresenta meno del 12% è il segno che non era il salvatore della Patria. Il Pil, dopo un anno di governo Monti fa segnare un meno 2 per cento di quanto non lo avevamo lasciato noi. La pressione fiscale è aumentata del 3 per cento nell’ultimo anno e siamo diventati il paese con la maggiore pressione nel mondo occidentale. Disoccupati più un milione all’anno, produzione diminuita del 6 per cento. Auto acquistate meno 18%, debito pubblico aumentato di 90 miliardi. Dovevano essere i salvatori ma il risultato è stato questo. E’ evidente che qualcosa non va in questa accoppiata Monti-Sinistra. Provate a pensare se avessimo fatto noi i 400 mila esodati. Gente che non ha stipendio e pensione e non sa come vivere per i prossimi 7 anni. Se lo avessimo fatto noi sarebbe intervenuta la magistratura e i sindacati per mesi non avrebbero fatto muovere un treno o un autobus. Mentre loro lo hanno fatto con la complicità della sinistra e nessuno ne parla, silenzio assoluto. Complicità che configura un reato morale. Come nel caso Mps. Senza le complicità di chi governava con un interesse diretto non si sarebbero realizzate”.

La parola passa quindi di nuovo al presidente del Senato Renato Schifani questa volta dal palco. La seconda carica dello Stato ripropone il paradigma del complotto che in sintesi suona così. Quando Berlusconi era in crisi “dopo il tradimento di Fini e si era assottigliata la presenza parlamentare alla Camera impedendo al governo di andare avanti in modo coeso e forte, succede che il nostro debito sovrano, composto da titoli di Stato, acquistati dagli istituti bancari di tutto il mondo, la Banca centrale tedesca inizia a venderli in blocco, mettendo sul mercato, tutti insieme, in modo anomalo in tali proporzioni, 7 miliardi di euro di titoli di stato italiani, facendo aumentare lo spread. E’ da quel momento che lo spread è diventato l’incubo degli italiani condizionando anche la vita politica della nazione. Fino ad allora chi aveva , di voi, sentito mai parlare di spread?

Lo spread che fa cadere Berlusconi poi diminuisce misteriosamente con Monti. E’ un’operazione della BCE che fino a giugno aveva immesso solo 107 miliardi nel mercato, a febbraio 2012, ne immette 230 miliardi. Le banche vengono inondate di liquidità, consentendo loro di acquistare i titoli che diventano solvibili e lo spread diminuisce. Questa è la storia di cui sono consapevole”, ha detto Schifani. Per questo Berlusconi cade e con Monti lo spread diminuisce, grazie ad una politica monetaria in favore di Monti e contro Berlusconi. Una sorta di tenaglia di Bce e banca centrale tedesca, quella denunciata a Caltanissetta da Schifani.

“Esaurita l’esperienza di Monti aspettavamo che si ritornasse al bipolarsimo, che Monti mette in discussione, perchè oggi ci troviamo un tripolarismo che rischia di mettere il paese in una situazione di instabilità pericolosa. Mentre noi abbiamo un programma chiaro e condiviso e non abbiamo bisogno di alleanze con altri, aldilà del perimetro presentato agli elettori. Come già fatto in passato siamo stati coerenti. Cosa succede invece adesso nel nostro paese? Casini vuole discutere con Bersani di Riforme, che vuole discuterne ma Vendola da l’altolà e Bersani deve traccheggiare. Qual’è il grande inganno. Questi signori sono costretti a dire ‘si’ da una parte e dall’altra. Ma se al Senato non ci sarà maggioranza chiara, Bersani non dice oggi con chi si alleeranno. Non dicono che non si alleeranno con nessuno fuori dalla coalizione. Il voto a Bersani o a Casini sarà quindi stracciato”, ha concluso il presidente del Senato Renato Schifani.

 

 

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