Schiavitù e torture, il dibattito di "Migranti solidali" per l'anniversario di Maqbool Butt

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Ieri 11 febbraio 2015 presso il teatro Bauffremont di Caltanissetta si è tenuto il convegno “Schiavitù e Torture nel mondo. Recalling Maqbool Butt” , organizzato dall’associazione di promozione sociale “Migranti Solidali”.

Migranti solidali dibattitoL’evento è stato ideato per denunciare ogni tipo di schiavitù e tortura che gli uomini subiscono nel mondo nella ricorrenza dell’uccisione da parte delle autorità indiane di Maqbool Butt, eroe nazionale del popolo kashmiri. Ancora oggi numerosi uomini muoiono e sono perseguitati soltanto per aver lottato per l’indipendenza del Kashmir, tormentata regione del mondo contesa fra Pakistan, India e Cina.

Ai lavori del convegno, moderati dal presidente dell’Associazione “Migranti Solidali” Toseef Ahmed Khan, hanno contribuito l’afghano Ali Jafari e l’eritreo Yared Afeworki, testimoni in carne ed ossa delle violenze che subiscono i loro popoli.

Sono intervenuti inoltre il prof. Alberto Maira, presidente dell’istituto Testasecca, il dott. William Di Noto, presidente delle Coop.Soc. “Iopervoiperio”, Calogero Santoro, presidente dell’associazione “I Girasoli”, la dott.ssa Eleonora Gennaro, rappresentante dell’associazione LVIA, il dott. Giovanni Duminuco assessore alle politiche sociali del comune di Montedoro, il dott. Piero Cavaleri assessore alle politiche sociali del comune di Caltanissetta e il Viceprefetto aggiunto dott. Gabriele Barbaro che, dopo aver portato i saluti del Prefetto dott.ssa Teresa Cucinotta, ha concluso il giro di tavolo sulle possibili risposte dell’Occidente al tema oggetto del dibattito.Migranti solidali cena

L’affluenza è stata massiccia e ai tantissimi cittadini kashmiri si sono mescolati molti rifugiati di altre nazionalità, nonché un gran numero di italiani.

“La serata di ieri abbiamo deciso di dedicarla a tutti i popoli che vivono la schiavitù e la tortura e alle vittime di schiavitù. Per questo abbiamo deciso di fare un dibattito nel giorno di questo anniversario, quale momento di solidarietà reciproca tra le diverse nazioni”, spiega Toseef Ahmed Khan.
Il presidente di Migranti solidali, commentando la strage a largo di Lampedusa di domenica scorsa, ammette che anche quella è una forma di schiavitù, in riferimento ai trafficanti di uomini.
“Quella dei trafficanti di uomini è una delle torture oggi presenti. C’è una schiavitù di questo tipo, immigrati schiavi in mano di trafficanti che da diversi paesi costringono le persone ad andare, perchè la persona che sta migrando non sa la destinazione. Lo fanno salire in barca o nascondere in un container e poi arriva in Italia e in Europa. Quando uno scappa dalla guerra non sa dove deve andare”.
Italiani, migranti di diverse nazionalità si sono così incontrate ieri, ma Tosef Amhed preferisce declinare le differenze.
“Abbiamo detto che la serata era nostra parlando di ‘NOI’ riprendendoci la dimensione umana. Si può dire che è stata una serata multietnica, multiculturale, ma la cosa più importante è il significato di Noi”, superando la dicotomia noi-loro.

La serata si è conclusa con una degustazione di piatti tipici del Kashmir.

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