Scatta l’ora X della protesta a Mussomeli, domani manifestazione. A Palermo si pensa a piano alternativo

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Un piano alternativo per sopperire alla chiusura dei punti nascita non in deroga, e quindi chiusi perché sotto soglia, per fornire garanzie alla salute delle cittadine di Petralia Sottana, Mussomeli, Lipari e Santo Stefano di Quisquina.

E’ quanto è stato stabilito nel corso dell’audizione in commissione Sanità all’Ars, presieduta da Pippo Digiacomo (Pd), dell’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi, preceduta dall’audizione dei sindaci dei comuni interessati dalle chiusure dei punti nascite, tra i quali Giusepe Catania, primo cittadino di Mussomeli.

Il piano sarà elaborato dall’assessorato con il supporto di uno staff di tre esperti-medici e sarà poi sottoposto al vaglio della commissione dell’Ars e quindi al ministero della Salute.

Domani, intanto, si terrà la grande manifestazione nel centro del Vallone, organizzata dal comitato “Giù le mani dall’Ospedale”, a cui parteciperanno cittadini, associaizoni e delegazioni istituzionali di tutti i comuni della provincia nissena e dell’area del Vallone.

La decisione del Ministero della Salute ha scatenato un’ondata di proteste nei paesi dell’entroterra come Acquaviva, Campofranco, Sutera, Vallelunga, Villalba, Alia, Lercara, Cammarata e San Giovanni.

Si annunciano azioni legali al TAR contro la chiusura. Sia per la disparità di trattamento con i presidi nelle stesse condizioni dell’ospedale Immacolata Longo di Mussomeli, che sono stati risparmiati dalla chiusura, come Bronte, Licata e Cefalù, sia per il mancato adeguamento del reparto di ginecologia e ostetricia dopo la precedente deroga del 2013, concessa dall’assessorato regionale alla Salute.

Anche il Prefetto di Caltanissetta, Maria Teresa Cucinotta, dopo aver ascoltato le istanze dei territori in un incontro con il sindaco di Mussomeli, Catania, ha assicurato di farsi portatrice delle loro istanze. Presso la Regione Siciliana e al Ministero della Salute.

 

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