Scadenza Tasi. Per la Democrazia Cristiana, “penalizzate il 71% delle famiglie”

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Si avvicina la scadenza per il versamento della prima rata Tasi, previsto per il 16 ottobre, per quei Comuni che hanno deliberato le aliquote entro il 10 settembre, così come previsto dal cosiddetto decreto-ponte. “L’aliquota media prevista del 2,46 per mille ci dice che la nuova tassa sulla casa è ai massimi in molti Comuni e in confronto all’Imu 2012 ci saranno parecchie sorprese, in negativo”. Lo afferma Francesca D’Angelo, vice segretario provinciale della Democrazia Cristiana di Caltanissetta.

“Nelle città capoluogo che hanno già pubblicato le aliquote, parecchie hanno spinto la nuova tassa sulla prima casa non solo al tetto massimo del 2,5 per mille, ma le hanno aggiunto anche la coda dello 0,8 addizionale, prevista dalla legge per finanziare le detrazioni.

Sebbene l’aliquota Tasi sulla prima casa è scelta dal Comune tra l’1 e il 2,5 per mille, mentre l’ Imu andava dal 4 al 6 per mille, quest’ultima contava sulla detrazione fissa di 200 euro per tutti, più 50 euro per ciascun figlio sotto i 26 anni. Mentre per la Tasi, le detrazioni sono opzionali e molto più basse.

I Comuni che le applicano possono finanziarle alzando dello 0,8 per mille l’aliquota sulla prima casa (che al massimo può arrivare, come detto, al 3,3 per mille). Oppure spostando quest’addizionale tutta sulle seconde case. O scegliendo una via di mezzo (0,4 sulle prime e 0,4 sulle seconde, oppure 0,2 sulle prime e 0,6 sulle seconde).

Le famiglie penalizzate sono quelle con redditi modesti che vivono in abitazioni contraddistinte da rendite medio-basse ciò, dunque, può essere penalizzante per il 71% di esse.

In un momento storico in cui le famiglie con redditi medio-bassi riescono non riescono più a sostenere le spese di prima necessità, sarebbe auspicabile che ogni Comune , con specifico riferimento a Caltanissetta , applicasse tutte le detrazioni e le agevolazioni possibili, favorendo tutti quei pensionati, disoccupati, cassaintegrati….che non sanno da dove attingere per poter sostenere tale pressione fiscale.

I Comuni, infatti, con regolamento di cui all’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, possono prevedere riduzioni ed esenzioni nel caso di:

a) abitazioni con unico occupante;

b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;

c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;

d) abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero;

e) fabbricati rurali ad uso abitativo

Se tali Enti, costretti a finanziarsi per la totale assenza dello Stato Italiano, adottassero tutte le misure di cui dispongono per rendere meno gravosa questa imposta e distribuissero la pressione fiscale in maniera da colpire maggiormente i grandi patrimoni – per i quali pagare qualcosa in più comporterebbe soltanto qualche” spesuccia” superflua in meno –  forse si potrebbe migliorare la vita di tanta gente e favorire ad es. le aperture di nuove attività commerciali, le ristrutturazioni abitative e commerciali…, con il conseguente circolare di denaro utile alla tanto auspicata ripresa economica”, conclude il Vice Segretario Provinciale di Caltanissetta del PARTITO della DEMOCRAZIA CRISTIANA, l’avvocato Francesca D’Angelo.

 

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