Santa Maria degli Angeli, l’intervento di Sergio Iacona: “La biblioteca delle biblioteche bene prezioso, scongiurare il trasferimento”

L’avvocato Sergio Iacona interviene dopo la notizia del trasferimento della “Biblioteca delle biblioteche” allestita dalla Società nissena di Storia Patria nel complesso monumentale di Santa Maria degli Angeli. L’immobile è destinato a ospitare gli uffici della Soprintendenza ai beni culturali. Nella nota che pubblichiamo di seguito, Iacona si chiede “se sia stato fatto tutto il possibile per scongiurare il trasferimento forzato e per consentire la convivenza tra la Biblioteca e la Soprintendenza”.

Si avvicina il momento in cui saranno iniziati i lavori per completare il restauro del complesso conventuale di Santa Maria degli Angeli. La soddisfazione per la piena restituzione di tale prezioso bene alla città viene tuttavia velata dal sapere che essa coinciderà con lo “sfratto” della “Biblioteca delle biblioteche” della Società Nissena di Storia Patria. Tale Biblioteca, intitolata al benemerito on. Mario Arnone, nostro illustre concittadino che donò ad essa oltre diecimila volumi, costituisce un bene prezioso peraltro in costante crescita e con prospettive davvero rosee. Grazie alla passione e alla tenacia del professore Antonio Vitellaro la nostra comunità si è arricchita di un patrimonio librario e archivistico di grande valore e importanza. Non è improbabile che in pochi anni si giunga a dimensioni qualitative e quantitative non inferiori a quelle della prestigiosa Biblioteca Comunale “Scarabelli”. Nella creazione di questo patrimonio si coglie la grande passione e l’impegno di uomini di cultura appassionati e protesi al continuo arricchimento e alla costante crescita dello stesso. D’ altro canto conosciamo tutti le condizioni, quantomeno precarie, in cui per lunghi anni è stata lasciata la Biblioteca Comunale. Credo che la collocazione della Biblioteca della Società Nissena di Storia Patria nel Convento sia estremamente idonea e altamente significativa. Che un patrimonio di memorie preziose, un deposito di sapienza, un tempio della cultura, sia ospitato in uno degli edifici più antichi della nostra città, laddove si ritiene si trovasse il primo significativo nucleo urbano, è un fatto altamente significativo sotto il profilo identitario e simbolico. Mi chiedo pertanto se sia stato fatto tutto il possibile per scongiurare il trasferimento forzato e per consentire la convivenza tra la Biblioteca e la Soprintendenza. Tale convivenza tralaltro appare plausibile in considerazione del drastico ridimensionamento delle Soprintendenze previsto da un disegno di legge regionale. L ‘auspicio è quello di mettere il massimo impegno per raggiungere tale obiettivo. In momenti come questo sarebbe positivo cogliere la volontà di non allontanare ulteriormente persone e attività dal centro storico, diversamente si avrebbe la spiacevole sensazione che le visioni e gli interessi di parte continuino a prevalere sul bene della collettività.

Sergio Iacona

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