Sanità. I sindaci del Nisseno: “Gucciardi è venuto meno agli impegni”. Sindacati sul piede di guerra

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Una nuova deliberazione, che tenesse conto del tetto di spesa già approvato. Su richiesta dell’assessorato Regionale Sanità, l’Asp2 di Caltanissetta ha esitato, il 27 luglio scorso, la delibera per la ri-approvazione della pianta organica, scatenando il malcontento dei sindaci del territorio nisseno e dei sindacati. La nuova pianta organica, secondo i dettami dell’assessorato, tiene conto del tetto di spesa per il personale dell’azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta, fissato in 138,5 milioni di euro. Cinque milioni in meno della spesa consolidata e molto al di sotto delle necessità dell’azienda, contenute nell’atto aziendale approvato a marzo dalla stessa Regione. In pratica se da una parte l’Assessorato alla salute approva l’atto aziendale che prevede nuove figure e nuovi reparti, dall’altro chiede alla stessa Asp di approvare una pianta organica con un tetto di spesa che rende impossibile attivare i concorsi in modo proporzionale.

La conferenza dei sindaci sulla sanità della provincia di Caltanissetta, presieduta dal sindaco Giovanni Ruvolo, ha convocato una seduta straordinaria per giovedì prossimo alle ore 09.00 presso l’Assessorato Regionale alla Salute in Piazza Ottavio Ziino.

“La Conferenza dei Sindaci di Caltanissetta ha preso atto della decisione dell’Assessore alla Salute, Baldo Gucciardi, di confermare la decurtazione del tetto di spesa per il personale ASP CL 2 di 5.000.000,00 di euro, venendo meno all’impegno assunto di potenziare le risorse per il personale, azione necessaria ed indispensabile per garantire i numerosi dipendenti precari, e per dare concretezza ad un piano aziendale di rilancio e miglioramento dei servizi sanitari nella ex provincia di Caltanissetta, che in passato era stata notevolmente penalizzata”, afferma in una nota il presidente della conferenza dei sindaci, Giovanni Ruvolo.

“Da più di un anno l’Assessore Gucciardi ha evitato ogni interlocuzione con la conferenza dei Sindaci, fino ad oggi in cui i 22 sindaci del comprensorio nisseno hanno visto attuare l’ennesimo scempio, consumato nel silenzio totale del presidente Crocetta e di tutta la deputazione regionale”.

Per i 22 primi cittadini del nisseno in questo modo “viene annullato il lavoro di pianificazione che negli ultimi 2 anni i sindaci avevano portato avanti con la direzione strategica dell’Asp Cl 2 e che tale azione penalizza fortemente il diritto alla salute ed alle cure in strutture di eccellenza nel nostro territorio, mortificando anche le tante ottime professionalità presenti sia in ambito medico che paramedico”.

All’assemblea di giovedì’ a Palermo ci sarà anche il manager dell’Asp 2 Carmelo Iacono che al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni per evitare strumentalizzazioni sulla problematica. Del resto il tetto di spesa viene stabilito dalla Regione ed è anche una partita che si gioca sul piano politico.

In merito alla delibera 1849 del 27 luglio con la quale l’ASP riapprova la dotazione organica interviene anche il Nursind.

“Leggiamo, con non troppa meraviglia, le 77 pagine che compongono la delibera la cui conclusione può essere, dal nostro punto di vista, riassunta con una semplice espressione: Azzeramento del diritto alla salute”, afferma Osvaldo Barba segretario del Nursind..

“In pratica, tutto quanto era stato ampiamente comunicato e progettato dall’ASP che vedeva la provincia di Caltanissetta come una delle poche eccellenze sanitarie di tutta l’Isola si è trasformato di colpo, in un “progettino” di mero calcolo computistico dove, tra le voci “Profitti e Perdite”, manca quella essenziale: Salute”.

Il sindacato cita la relazione tecnica dell’allegato B dove ad esempio “vi è la conferma del primariato di Ortopedia di Mussomeli che per ben due anni di fila è stato definito dall’A.GE.NAS come il miglior nosocomio siciliano per il trattamento delle fratture di femore entro le 48 ore e tra i primi cinque a livello nazionale, salvo poi scomparire a partire dal 2018 trasformando la stessa in struttura semplice con soli 4 medici rispetto ai 6 inizialmente previsti”.

“Quello che più ci sconvolge – prosegue Barba – sono i posti letto che dovrebbero essere creati gradualmente a Gela e Caltanissetta di riabilitazione robotica grazie alla convenzione con l’I.R.C.S.S. Bonino Pulejo di Messina dove a fronte di tali ipotetiche unità operative ultramoderne si contrappone l’unico dato certo, quale la totale cancellazione di intere unità operative negli ospedali di periferia lasciati senza pediatri, ginecologi, e senza una reale programmazione della rete STEN e STAM”.

Se per il 2017 la Regione ha stanziato 138 milioni di euro, il tetto di spesa previsto per il 2018 è di 168 milioni (con attivazione Utin a Gela e Brest Unit) fino ad arrivare ai 177 milioni del 2019 con l’attivazione delle unità operative previste per gli ospedali Hub e Spoke quali Chirurgia Toracica, Maxillo-Facciale e Plastica al “S.Elia” e Oculistica e Neurologia al “Vittorio Emanuele” di Gela

Previsioni che secondo il sindacato degli infermieri, alla luce degli stanziamenti attuali, sono utopistiche.

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