Dura presa di posizione del Partito Democratico di Caltanissetta sulla situazione della sanità in Sicilia.
In una nota, la segretaria cittadina Greta Tassone e la responsabile Sanità Lilly Corda criticano aspramente il governo regionale guidato da Renato Schifani, definendo la recente bocciatura della rete ospedaliera “l’ennesima prova di un fallimento politico e amministrativo”. Secondo le esponenti dem, la vicenda non può essere ridotta a una semplice questione tecnica o burocratica, come sostenuto dalla Regione.
“Si tratta di una minimizzazione inaccettabile – affermano – che ignora mesi di criticità e scelte discutibili nella gestione del sistema sanitario”.Nel mirino anche la gestione politica della sanità, accusata di essere piegata a logiche di equilibrio interno alla maggioranza piuttosto che ai bisogni dei cittadini. “La sanità siciliana è diventata terreno di scontro tra partiti – sottolineano – mentre restano in secondo piano temi fondamentali come liste d’attesa, carenza di personale e diritto alle cure”.
Il comunicato evidenzia inoltre i ritardi nella realizzazione delle strutture previste dal PNRR. Su 154 Case di comunità programmate, solo 12 risultano avere almeno un servizio attivo, pari al 7,8%, a fronte di una media nazionale del 45,5%. Ancora più critico il dato sugli Ospedali di comunità: dei 46 previsti, appena 4 sono operativi (9%), contro una media nazionale del 27%.
“Numeri che descrivono una sanità distante dai cittadini e incapace di rispondere ai bisogni reali della popolazione”, si legge nella nota, che richiama anche le difficoltà del personale sanitario, “allo stremo per la carenza di organico e un’organizzazione inadeguata”. Per il Partito Democratico, il diritto alla salute rappresenta una priorità assoluta oggi compromessa: “Non è solo una battaglia politica, ma una questione che riguarda la vita delle persone”.
Da qui l’affondo finale: “Registriamo l’ennesima figuraccia di un governo incapace, che utilizza la sanità per logiche di potere invece di garantire servizi essenziali. E quando questa esperienza finirà, i danni prodotti resteranno comunque gravi”.





