Sanità, si aspettavano investimenti ma arrivano tagli. Sindaci sul piede di guerra

788

Sindaci del nisseno sul piede di guerra per i tagli alla sanità provinciale predisposti dalla Regione Siciliana. Tagli per 4 milioni di euro su un budget ritenuto già insufficiente per garantire standard accettabili del servizio sanitario.

Questa mattina la conferenza dei sindaci sulla sanità, presieduta dal sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, ha illustrato l’entità dei tagli e le gravi conseguenze per i cittadini e i posti di lavoro. Sono infatti 216 i posti in organico in meno previsti, tra medici, infermieri e ausiliari. Per alcuni si tratterebbe del mancato rinnovo di un contratto precario, per i medici di veri e propri esuberi.

Tagli che adesso saranno discussi in una conferenza di servizi a cui il presidente Crocetta e l’assessore Gucciardi hanno accettato di partecipare insieme ai sindaci del nisseno e al direttore generale dell’Asp 2 Carmelo Iacono, probabilmente il prossimo 2 ottobre. Era stato proprio Iacono a indicare nella cifra di 190 milioni di euro il budget necessario per garantire servizi ottimali, anche in base alle peculiarità ed alle carenze dei vari territori. Il budget dello scorso anno era invece di 142 milioni ai quali la Regione intende tagliarne 4.

“Sembra che i diritti sanciti dalla Costituzione – ha detto il sindaco – da noi arrivino in modo smorzato”. Il riferimento è alle altre province che hanno invece visto un aumento dei propri budget. Un servizio sanitario, quello nisseno, dove i vari attori istituzionali, a partire dall’Asp, avevano concordato investimenti, a fronte dei quali, invece, oggi si trovano con dei tagli. Presenti a Palazzo del Carmine praticamente tutti i sindaci della provincia, tra gli altri i sindaci dove insistono presidi ospedalieri, come Giampiero Modaffari per San Cataldo, Giuseppe Catania per Mussomeli, Domenico Messinese per la città di Gela, Crispino Sanfilippo per Mazzarino e Francesco La Rosa di Niscemi.

“Non si gioca con la salute dei cittadini”, ha spiegato il sindaco pentastellato Messinese, ricordando anche la peculiarità del proprio territorio, il cui inquinamento dovuto alla raffineria pone in maggior pericolo la popolazione sul piano della salute. Eppure, ha detto Messinese, “per l’oncologia non si è fatto nulla”.

“In questo anno – ha detto il sindaco Giovanni Ruvolo – abbiamo compreso che la qualità di qualunque servizio va pensata in rete. Anche se un ospedale funzionasse perfettamente e gli altri del territorio meno, questo non garantirebbe il servizio. Questo ha comportato un confronto più intenso per la difesa dei presidi ospedalieri. Mi riferisco a Mussomeli che copre un’area vastissima di altre province, Niscemi in un area ad alto rischio e Mazzarino che per posizione geografica garantisce la salute soprattutto per fatti acuti in un territorio che ha difficoltà logistiche a collegarsi. Fermo restando che gli ospedali di Caltanissetta e di Gela rimangono punti di riferimento per servizi di eccellenza. I presidi territoriali però non sono da meno e quando vengono mortificati creano problemi agli stessi ospedali”.
“Ci aspettavamo investimenti, rispetto al budget di 142 milioni di euro – ha ammesso Ruvolo – e invece abbiamo scoperto che dal governo tagliavano le risorse a 138 milioni di euro. La provincia di Caltanissetta non può essere relegata agli ultimi posi. La Regione si assuma la responsabilità di quanto Crocetta aveva anticipato proprio qui a Caltanissetta a luglio quando garantì che la provincia nissena questa volta non sarebbe stata mortificata”.

 

Commenta su Facebook