Sanità, rimodulazione ospedaliera. Miccichè (Udc): "Bocciato piano Virgilio. Non si decida in stanze chiuse"

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Il deputato regionale del Udc Gianluca Micciché denuncia incongruenze e carenze nel piano di rimodulazione dei posti letto della sanità nissena, che l’Asp ha esitato senza dialogare con nessun rappresentante del territorio e che la commissione sanità ha bocciato immediatamente. Il piano in estrema sintesi, toglierebbe posti letto all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, ma racimola posti letto anche nei presidi di San Cataldo e Mussomeli, aumentando al contempo quelli di Gela.

“Chiediamo che il piano sanitario della provincia di Caltanissetta e il piano della programmazione ospedaliera vengano discussi pubblicamente nel sedi deputate a partire dalla conferenza dei sindaci aperta ai deputati e ai sindacati”, ha detto il deputato del Udc, popolari per l’Italia, Gianluca Miccichè in una conferenza a Palazzo del Carmine insieme alla nutrita pattuglia di consiglieri, tra cui Felice Dierna, Ugo Lo Valvo, Riccardo Rizza, Giorgio Middione, Lillo Rinaldi e Giuseppe Territo.

Il piano dei posti letto, predisposto dal commissario dell’Asp, Vittorio Virgilio, toglie 14 posti per acuti all’ospedale di Caltanissetta, 32 a San Cataldo e Mussomeli, mentre sono 56 quelli aumentati a Gela. In realtà in provincia di Caltanissetta i posti letto aumentavano. 190 in più nelle strutture pubbliche, 655 per acuti e 126 per post acuti. Ma il problema è che proprio nel distretto Caltanissetta-San Cataldo diminuiscono, nel piano, 54 unità complessive per le urgenze.

“Non sappiamo il piano odierno, l’Asp con chi lo abbia discusso – ha detto Miccichè in conferenza – ma quel che è certo che non lo ha fatto con nessun deputato, né con i sindaci o i sindacati. Per questo lo abbiamo bocciato in commissione sanità. Prima i piani ospedalieri venivano decisi in chiuse stanze, oggi non consentiremo che ciò avvenga”.

Ascolta l’intervista a margine della conferenza stampa con il deputato del Udc, Gianluca Miccichè

“Non serve una battaglia campanilista – ha fatto eco il capogruppo Ugo Lo Valvo – ma sicuramente negli ultimi anni c’è stata una predisposizione particolare per l’ospedale di Gela. Come nella vicenda Utin, l’unità di terapia intensiva neonatale, ancora non attivata al Sant’Elia, che pure era stato identificato per l’Utin, cosa che Cantaro non ha fatto. È stato possibile perché c’è stata una forza politica di Gela che ha spostato risorse nella città del golfo”, ha concluso il consigliere Ugo Lo Valvo, che è anche medico di ostetricia e ginecologia del Sant’elia.

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