Sanità e ospedali. Il direttore generale Iacono ascoltato dalla conferenza dei sindaci

Il piano di riordino della rete ospedaliera in Sicilia suggella la fine di un progetto, ovvero un’area di emergenza urgenza di primo livello all’ospedale Sant’Elia. Il nosocomio nisseno, sotto la nuova denominazione di “ospedali riuniti di Caltanissetta e San Cataldo”, viene equiparato ad ospedale di primo livello, al pari dell’ospedale di Gela.

img_3811Ma la previsione contenuta nel piano di riordino ospedaliero non è comunque foriera di tagli, secondo il manager dell’Asp 2 Carmelo Iacono, intervenuto all’assemblea dei sindaci sulla sanità a Palazzo del Carmine. Anzi, ha detto Iacono, lo schema di decreto, anche alla luce delle interlocuzioni già avute in assessorato a Palermo, porterà qualcosa in più rispetto all’atto aziendale dell’Asp già esitato e condiviso sul territorio.

L’8 settembre è stata consegnata la bozza di schema di decreto ai direttori generali. Il criterio era quello di organizzare la rete delle emergenze sulla base del decreto Balduzzi. E’ in tale contesto che sono stati individuati i dipartimenti dell’emergenza di secondo livello (a maggiore complessità e bacino d’utenza) a Palermo, Messina e Catania, escludendo Caltanissetta e quindi tutto il centro Sicilia.

“Qui c’è il primo nodo – ha ammesso Iacono – perché Caltanissetta ha una centralità geografica e una centrale operativa del 118, e poteva avere il dipartimento di secondo livello. Così non è stato. Però anche se non è stata individuata come dipartimento di secondo livello ha mantenuto le strutture complesse come neurochirurgia e chirurgia vascolare, così come l’hub dei politraumi e infarto. Quindi Caltanissetta non ha avuto nessuna penalizzazione”, ha spiegato il manager.img_3812

La provincia di Caltanissetta ha due dipartimenti di emergenza urgenza di primo livello, nel capoluogo ed a Gela. Ciò comporta la presenza di una serie di servizi che hanno consentito di mantenere cardiologia, malattie infettive, urologia che erano reparti doppioni che correvano il rischio di rimanere con una sola presenza in provincia. Gela ottiene unità operative in più come neurologia, la Utin che da semplice diventa unità operativa complessa (a Caltanissetta non c’è neanche quella semplice) e l’oculistica complessa, sempre a Gela. Riconosciuto l’ospedale di Mussomeli come ospedale di comunità disagiata, Niscemi e Mazzarino sono stati declassi ulteriormente.

“E venuta meno la proposta fatta da noi per il mantenimento di un pronto soccorso autonomo”, ha spiegato Iacono, aggiungendo però che in entrambi gli ospedali si cercherà di mantenere un presidio autonomo di accettazione delle urgenze. “Poco importa che si chiami o meno pronto soccorso, l’importante è che abbia personale autonomo e dedicato”, ha spiegato il manager, che ha messo in guardia i sindaci, chiedendo loro supporto alle istanze che l’Asp si accinge a presentare alla Regione prima del decreto definitivo. “Fino a quando non ci sarà il riordino – ha detto Iacono – il pronto soccorso del Sant’Elia e l’anestesia rimarranno così come sono, perché non possiamo redistribuire e assumere il personale. Se si blocca tutto sarà una catastrofe del sistema sanitario regionale che cadrà pesantemente su tutti, quindi mi auguro che si esca da questo pantano”.

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