Sanità, linea interventista del nuovo manager. Iacono: "Stop ticket codici bianchi, Osservazione breve non sempre funziona"

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Una decisa linea d’intervento gestionale, sanitario e amministrativo sui pronto soccorso. L’ha annunciata il nuovo manager dell’Asp 2 Carmelo Iacono (a sx nella foto con il direttore amministrativo) in una conferenza stampa tenutasi nella sede della direzione generale dell’azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta di via Cusmano.

Iacono, Mazara, Santino
Iacono, Mazara, Santino

Affiancato dal nuovo direttore amministrativo, Alessandro Mazara e dal direttore sanitario Marcella Santino, l’oncologo ragusano ha illustrato i primi provvedimenti per rendere efficienti i pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta e del Vittorio Emanuele di Gela per un’assistenza, ha detto “più compiacente possibile per i pazienti”.
L’Asp 2 lo farà agendo su due livelli. “Programmazione attività e ristrutturazione dei locali”. E’ partita martedì mattina la disposizione di servizio per meglio distribuire l’attività che si svolge al pronto soccorso.
I codici bianchi da domani non pagheranno il ticket – ha detto Iacono ai cronisti presenti – e saranno indirizzati all’ambulatorio dei codici bianchi dentro la struttura del pronto soccorso con l’effetto di decongestionarlo”. Un ambulatorio dedicato ai codici bianchi che solitamente sono i pazienti vittime di lunghe attese, ha spiegato Iacono, e che “giustamente protestano”.
A Gela non c’è un ambulatorio di codici bianchi vicino al proto soccorso, “ma stiamo provvedendo ad allestirlo”, ha detto Iacono.
“Abbiamo individuato i sei sintomi che stabiliscono l’accesso al pronto soccorso e abbiamo interessato i due primari per stabilire e uniformare il percorso per tipologia di pazienti, garantendo e uniformando qualità del percorso di assistenza sanitaria”.
Novità anche per l’osservazione breve intensiva, “non sempre utilizzata come tale”, ha spiegato il manager.
“C’ è la necessità di controllare il paziente per verificare se deve essere ricoverato o meno e questo si fa all’OBI. Alcun volte viene utilizzata per sistemare i pazienti in carico ai reparti in attesa che si liberi il posto letto. Questo comporta un’anomalia di assistenza perchè l’Osservazione breve Intensiva deve fare il suo lavoro. Ma la necessità dei reparti di avere un’altra possibilità di ricovero permane, quando i posti letto sono pieni. Quindi abbiamo organizzato una struttura di posti letto indistinti, che non appartengono a nessuna unità operativa, dove vengono allocati provvisoriamente i pazienti. E’ una camera di espansione che libera l’Obi e garantisce il ricovero in ospedale. Il paziente verrà messo ovviamente in assistenza da parte dell’unità operativa competente2, ha detto Iacono. Che però avverte: “Ci sarà il controllo dei percorsi. La disponibilità di questi posti indistinti potrebbe consentire i ricoveri inappropriati. Questo va contro le regole e quindi controlleremo se i ricoveri sono appropriati così come la funzionalità dei pronto soccorso”.
Altro problema dei pronto soccorso e più in generale del rapporto tra pronto soccorso e unità operative e ambulatori specialistici è il cosiddetto “imbuto” di cui Iacono, senza citarlo espressamente ha parlato.
“Valuteremo i tempi di attesa per avere consulenze specialistiche da parte dei reparti, cosa che spesso allunga le attese in pronto soccorso. Come vedete è un progetto a 360 gradi che ripercorre tutto l’iter del paziente in ingresso indirizzandolo alla migliore assistenza. Su questo abbiamo trovato la collaborazione di tutti gli operatori”.
In cantiere ci sono anche interventi strutturali sui locali per ampliare la sala d’attesa e il triage del Pronto soccorso del sant’elia.
Mentre a Gela i locali saranno consegnati a giugno ma ancora mancano i mobili e le attrezzature dunque un censimento è partito per verificare quali attrezzature sono presenti e quali da acquistare.
Per il nuovo pronto soccorso di Caltanissetta è stato rivisitato il progetto.
“Nostro progetto è dare sanità adeguata tecnologicamente nei percorsi, nelle strutture e nelle professionalità a favore dei pazienti che meritano questo”.

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