Sanità. L'assessore regionale Massimo Russo annuncia dimissioni all'Ansa. (Aggiorn.) Si è dimesso

779

russo_lombardo “La Sicilia perderebbe uno degli uomini di governo piu’ coraggiosi, efficienti e rigorosi dei sessant’anni di autonomia”. Mentre il presidente dimissionario della Regione Siciliana Raffaele Lombardo pronunciava queste considerazioni al “condizionale”, il vicepresidente e assessore alla Salute della Regione Siciliana, Massimo Russo, dopo averle annunciate, ha presentato le propèrie dimissioni dal governo dove ricopriva l’incarico di vicepresidente, appunto, e di assessore alla Sanità.

‘”Sono una persona seria e coerente, che ha servito la Sicilia, ma oggi non ci sono più le condizioni. In questi giorni ho assistito a un impazzimento della politica che non condivido – ha detto Russo all’Ansa -, per questo ho deciso di lasciare la poltrona e di tornare a fare il magistrato”. Russo, ex magistrato antimafia, era stato chiamato dal presidente Raffaele Lombardo alla guida dell’assessorato alla Salute in qualita’ di ”tecnico”.

Massimo Russo, magistrato in aspettativa, uno dei Pubblici Ministeri della squadra di Paolo Borsellino quando questi era procuratore aggiunto, è stato l’artefice della Riforma della Sanità in Sicilia. Quando iniziò il suo mandato nessuno credeva potesse potare a compimento la riforma del settore definito “La mafia Bianca” in Sicilia. Al contrario Russo ha riformato la sanità territoriale e ospedaliera, creando le Asp, Aziende Sanitarie Provinciali, che gestiscono e coordinano tutte le strutture del territorio, dall’assistenza e lungodegenza all’emergenza urgenza. In provincia di Caltanissetta, fuor di polemiche, l’Assessore alla Sanità ha consentito, anche tramite la nomina di un manager di sua fiducia come Paolo Cantaro, l’attivazione di Radioterapia a San Cataldo di Emodinamica al S.Elia di Caltanissetta, la prosecuzione dei lavori di ampliamento dell’Ospedale e della nuova piastra per l’emergenza urgenza. L’attivazione, recentissima in quanto è notizia di ieri, di radioterapia a Gela, il decreto che fa del Cefpas il centro di formazione d’eccellenza per la sanità di tutta l’Isola e del Mediterraneo.

I detrattori gli contestano il depotenziamento degli ospedali territoriali, quelli che un tempo erano i presidi, quali Mazzarino, Mussomeli e Niscemi. Ma a Mussomeli è stata salvata la ginecologia e ostetricia e a San Cataldo il Maddalena Raimondi, a fronte di pomeiche della prima ora, è diventato un nuovo ospedale con servizi efficienti. Lo scopo era infatti evitare duplicazioni costose di servizi tra strutture a una distanza minima.

Con la frase “non condivido l’impazzimento della politica” probabilmente Russo si riferisce all’ultimo Lombardo. Non al Presidente che gli aveva consentito nel bene e nel male di lavorare alla riforma ma del Presidente impegnato negli ultimi due mesi di campagna elettorale.

Commenta su Facebook