Sanità, l’assessorato non rimpingua il tetto di spesa. I sindacati: “I deputati si sveglino”

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“E’ il solito teatrino della politica e purtroppo quello che avevamo previsto si sta realizzando”. Con queste parole i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil della provincia di Caltanissetta, unitamente alle federazioni del pubblico impiego, contestano il mancato adeguamento di cinque milioni di euro del tetto di spesa dell’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta. Lo fanno con una dura lettera inviata all’assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi, e spedita per conoscenza anche al presidente della commissione sanità dell’Ars, Pippo Di Giacomo, invitando la deputazione nissena “a destarsi per garantire il diritto alla salute”.

“Il governo regionale, con grande enfasi, ha licenziato qualche mese fa i nuovi atti aziendali delle Aziende Sanitarie Provinciali, e tra gli altri quello dell’ASP di Caltanissetta. Ha poi richiesto la riformulazione delle dotazioni organiche al fine di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza. In particolare il P.O. S. Elia di Caltanissetta veniva qualificato come Hub di secondo livello. Numerose Unità Operative complesse dovrebbero essere istituite, a Caltanissetta ed a Gela, e veniva previsto l’incremento della dotazione organica, con un incremento necessario della massa finanziaria necessaria all’assunzione di personale di circa 54 milioni di euro annui”.

“Si sarebbe passati quindi da 138 ml annui di spesa per il personale – assolutamente insufficienti oggi a garantire i LEA – a 192 milioni. Veniva previsto, inoltre, un investimento importante in favore delle figure professionali utili alla tutela delle fragilità: Alzhaimer, Autismo ed altro ancora. Finalmente si poteva procedere all’assunzione a tempo indeterminato dei tanti medici, infermieri e personale ausiliario, nonché il personale amministrativo precario, che da anni presta il proprio lavoro in azienda, evitando così la fuga di tanti professionisti verso realtà dove viene loro garantito un futuro certo”.

La nota è firmata dai segretari generali Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Vincenzo Mudaro di Cgil, Cisl e Uil e dai segretari della funzione pubblica, Giovanna Caruso, Floriana Russo Introito e Carmelino Centorbi.

“Fin dall’inizio il percorso di rimodulazione aziendale abbiamo nutrito dubbi sulla possibilità che un progetto così ambizioso potesse trovare immediata applicazione, senza garanzie precise. Hanno dialogato con il management ed hanno chiesto ripetutamente un rafforzamento delle unità lavorative, stante la grave condizione di disagio che tanti dipendenti sopportano: ad oggi molti non hanno potuto fruire delle ferie per garantire i servizi. Il riconoscimento economico di quanto dovuto dall’Assessorato della Salute potrebbe essere la chiave di volta per la risoluzione dei numerosi problemi sopra esposti, ma purtroppo ad oggi non è così”.

“Ed infatti, qualche giorno fa la doccia fredda. L’Assessorato della Salute vuole concedere solamente le somme già a disposizione dell’Azienda – 138 ml – per il piano delle assunzioni: irrisorie ed insufficienti a garantire il normale funzionamento dei servizi sanitari”.

I sindacati avvertono: “L’Assessorato cambi rotta e mantenga gli impegni conseguenti all’approvazione dell’Atto Aziendale e della dotazione organica. C’è in ballo una partita troppo importante per la salute dei cittadini della provincia di Caltanissetta. La politica torni ad essere autorevole, e dia risposte concrete ai cittadini. In particolare si destino i deputati della provincia di Caltanissetta, senza posizioni di parte, e cerchino di collaborare all’unisono per garantire il diritto alla salute, troppo spesso calpestato”.

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